ExtraMot: fra due giorni cinque nuove euro-obbligazioni

L’ExtraMot di Borsa Italiana sarà l’assoluto protagonista dell’emissione obbligazionaria del prossimo 31 maggio: tra due giorni esatti, in effetti, il segmento di Piazza Affariil quale accoglie soprattutto strumenti di tipo corporate, assisterà all’inizio delle negoziazioni di cinque euro-obbligazioni che potrebbero interessare agli investitori più attivi in questo ambito. Anzitutto, bisogna precisare che i sistemi di regolamento che verranno utilizzati saranno i consueti Euroclear e Clearstream e che il termine di liquidazione è stato fissato nel terzo giorno successivo alla data di stipulazione dei contratti di compravendita. Inoltre, l’Ems sarà pari a 25.000: si tratta del cosiddetto Exchange Market Size, vale a dire il parametro a cui si riferiscono gli obblighi degli specialisti. Detto questo, cerchiamo di comprendere di quali bond si tratta realmente.

La Cina si propone per l’acquisto dei bond neozelandesi

Bill English, ministro delle Finanze della Nuova Zelanda, ha scoperto le carte in tavola per quel che riguarda il versante obbligazionario della nazione oceaniana: in effetti, China Investment Corporation, un fondo sovrano attivo in campo sanitario, ha espresso la forte intenzione di acquisire questi bond governativi. Che cosa li ha resi così appetibili per suscitare l’attenzione della seconda economia mondiale? C’è anzitutto da precisare che altri paesi asiatici si sono fatti avanti in tal senso, come ad esempio Hong Kong, Singapore e la Malesia. Il debito del governo di Wellington viene infatti visto da questi stati come la scelta più adatta per ridurre l’eccessiva dipendenza dagli assets denominati in dollari americani nel momento in cui le riserve finanziarie devono essere investite. L’indiscrezione di English è tratta da un giornale locale, il Marlborough Express, il quale ha riportato nel dettaglio le frasi del titolare del dicastero economico.

Sudafrica, non vi sarà alcuna emissione di covered bond

La banca centrale del Sudafrica è stata molto chiara: al paese del Continente Nero non verrà consentito di emettere covered bond relativi al proprio debito, visto che quest’ultimo andrebbe a subordinare eccessivamente gli interessi dei depositari. Dunque, uno dei cardini del gruppo Brics di economie emergenti guarda a questa struttura finanziaria come un qualcosa di inconsistente dal punto di vista materiale. In pratica, l’intento della Reserve Bank è proprio quello di proteggere i depositari già citati in precedenza. Come è noto, i covered bond sono progettati solitamente per trarre il massimo rating creditizio e pagare un interesse minore rispetto a quello di un debito senza garanzie; in effetti, tali obbligazioni sono collegate a assets specifici come ad esempio i prestiti del settore pubblico o immobiliare, i quali possono essere poi venduti nella malaugurata ipotesi di un default.

Ocse: Green Bond per favorire l’economia sostenibile

Si parla ancora troppo poco dei cosiddetti Green Bond, eppure il pieno sviluppo dell’economia sostenibile passa anche da questo specifico investimento: secondo quanto rilevato dall’Ocse, infatti, le obbligazioni “verdi” potrebbero raggiungere diverse centinaia di miliardi di dollari di ammontare annuo nel caso i governi internazionali selezionassero con cura gli obiettivi ambientali. La stessa organizzazione parigina ha anche richiesto una maggiore innovazione dal punto di vista finanziario, soprattutto per quel che concerne l’energia solare. L’attuale dimensione di mercato di tali prodotti è pari a circa undici miliardi di dollari, una goccia nell’oceano come si è soliti dire, visto che si tratta soltanto dello 0,012% dell’intero capitale detenuto all’interno del segmento obbligazionario, valutabile in oltre novanta trilioni. Come può svilupparsi il settore dei Green Bond? Anzitutto, c’è bisogno di più liquidità, raggiungibile attraverso politiche di trasparenza economica che si basino sul lungo termine e ambiziosi progetti politici.

Italmobiliare: Assemblea approva Bilancio 2010 e dividendo

Un dividendo di 0,532 euro per ogni azione ordinaria, e 0,610 euro per ogni azione di risparmio posseduta. E’ questo l’ammontare delle cedole che Italmobiliare S.p.A., società quotata in Borsa a Piazza Affari, pagherà agli azionisti in data 9 giugno a fronte dello stacco della cedola fissato per il 6 giugno del 2011. A deliberare per i dividendi sopra indicati è stata l’assemblea degli azionisti di Italmobiliare S.p.A., che si è riunita proprio in data odierna, mercoledì 25 maggio 2011, e che ha tra l’altro approvato anche il Bilancio relativo all’esercizio 2010. Nel dettaglio, dal bilancio consolidato del 2010 è emerso che Italmobiliare S.p.A. ha archiviato l’anno fiscale con ricavi pari a 5.147,3 milioni di euro a fronte di un utile netto totale che si è attestato a 187,8 milioni di euro. L’Assemblea ha inoltre nominato i nuovi componenti del Collegio Sindacale e del Consiglio di amministrazione che resteranno in carica per una durata pari a tre esercizi, ovverosia fino all’approvazione del Bilancio 2013 di  Italmobiliare S.p.A..

Credit Suisse lancia i suoi primi covered bond in dollari

È proprio vero che gli esami non finiscono mai, nemmeno per gruppi bancari consolidati e di fama internazionale come Credit Suisse: l’istituto svizzero ha infatti avviato la sua prima vendita di covered bond, un’emissione da un miliardo di dollari, con una denominazione appunto in valuta americana. Volendo essere ancora più precisi, si tratta della prima operazione di questo tipo da parte di una banca elvetica. Anzitutto, bisogna ricordare che i covered bond non sono altro che obbligazioni garantite per finanziare determinati tipi di progetto. Nel dettaglio, la seconda banca di Svizzera ha lanciato titoli quinquennali che beneficiano di un rating piuttosto elevato (AAA) e che sono garantite appunto da ipoteche immobiliari; il rendimento che è stato scelto è pari al 2,6% e occorre anche aggiungere uno spread di 83,2 punti base al di sopra della stessa emissione del Tesoro.

Egitto, un miliardo di dollari dalla vendita di Eurobond

Il governo egiziano ha in mente una vendita piuttosto massiccia di Eurobond per quest’anno: l’ammontare prefissato è pari a un miliardo di dollari, mentre l’obiettivo principale sarà quello di diversificare l’indebitamento e finanziare il deficit di bilancio, dopo che l’economia interna è stata così duramente colpita dalla più grave crisi politica degli ultimi trent’anni. I titoli obbligazionari in questione, i quali beneficeranno di una scadenza quinquennale, avranno anche una garanzia sovrana, così come precisato dal ministro delle Finanze Samir Radwan. Il mercato deve essere rinvigorito, inoltre, la diversificazione finanziaria può agevolare questa ripresa. Il bilancio del paese africano potrebbe raggiungere uno dei suoi peggiori livelli di sempre nel 2012, ma nessuno si stupisce più di tanto: in effetti, le recenti rivolte e le giornate di tensione hanno ridimensionato in maniera considerevole i rating del credito, nonostante sia intervenuto persino il presidente americano Barack Obama, promettendo oltre due miliardi di dollari per le garanzie del prestito.

Brembo: shopping in Argentina

Shopping estero nel settore dei dischi freno per Brembo S.p.A.. La società quotata in Borsa a Piazza Affari, infatti, in data odierna, lunedì 23 maggio del 2011, ha reso noto d’aver sottoscritto un importante accordo finalizzato all’acquisizione di Perdriel S.A., una società argentina che opera nella produzione di dischi freno. Perdriel S.A., in accordo con quanto riferisce Brembo S.p.A., è una società che opera nell’area di Buenos Aires con circa 150 dipendenti ed un giro d’affari 2011 stimato in 20 milioni di euro circa. L’acquisizione avverrà in forza ad un contratto sottoscritto con un gruppo argentino che nel Paese opera nel settore della componentistica per automobili; nel dettaglio, entro il prossimo mese di luglio del 2011 Brembo S.p.A. acquisirà, a fronte di un esborso pari a 3,3 milioni di euro, il 75% di Perdriel S.A. a fronte di un’opzione per esercitare l’acquisto del restante 25% della società negli anni successivi.

Commerzbank: pronti 7,5 miliardi di dollari in azioni

Commerzbank ha un disperato bisogno di ripagare gli aiuti che gli sono stati concessi finora dalla Germania: è proprio per questo motivo che la seconda maggior banca teutonica ha deciso di pianificare una vendita di nuovi titoli azionari per un importo complessivo di 5,3 miliardi di euro. Gli investitori interessati alle azioni come prodotto e al settore del credito troveranno quindi pane per i loro denti. Cerchiamo di capirne il motivo. Si tratta, nello specifico, di una cessione di 2,44 miliardi di titoli che beneficeranno di un prezzo unitario pari a 2,18 euro, così come è stato annunciato dallo stesso istituto di Francoforte. Gli azionisti potranno così sottoscrivere dieci nuovi strumenti ogni undici di cui erano già in possesso: il periodo di riferimento sarà compreso tra il 24 maggio, dunque la giornata di domani, e il prossimo 6 giugno, mentre lo scambio vero e proprio delle nuove azioni avverrà con tutta probabilità il 7 giugno.

Carlyle Group, nuovo investimento in un fondo sudamericano

Carlyle Group, una delle principali società americane e internazionali di asset management, ha individuato nel Sud America una delle proprie focalizzazioni finanziarie: gli investimenti in questa parte del mondo saranno infatti pari a 950 milioni di dollari, denaro che verrà utilizzato per creare un apposito fondo di private equity incentrato su tale regione. La somma in questione verrà ripartita in due modi; 730 milioni saranno stanziati per gli investitori istituzionali, mentre i restanti 220 milioni beneficeranno di una commissione da parte di Banco do Brasil, così da creare una partnership che abbia come obiettivo la crescita del Brasile, paese in cui il gruppo statunitense ha una buona base. Il fondo verrà comunque creato nel corso del prossimo mese di luglio. Per ora, infatti, non vi sono commenti ufficiali, né da una parte né dall’altra.

Standard & Poor’s: rating Italia, outlook negativo

E’ arrivata come un fulmine a ciel sereno, nella giornata di ieri, sabato 21 maggio 2011, la revisione dell’outlook sull’Italia, da “stabile” a “negativo”, da parte dell’Agenzia Standard & Poor’s. Il rating del nostro Paese assegnato dall’Agenzia Standard & Poor’s non è a rischio, almeno per il momento, visto che è stato confermato. Pur tuttavia, la revisione al ribasso dell’outlook apre la strada ad un possibile declassamento nei prossimi mesi qualora lo stato dei nostri conti pubblici dovesse far registrare un deterioramento. Standard & Poor’s, in particolare, non ha nascosto, a supportare la decisione di rivedere l’outlook, la propria preoccupazione in merito all’attuale fase politica, di stallo, che potrebbe compromettere o quantomeno allungare quel processo di riforme di cui l’Italia ha bisogno per la sostenibilità della finanza pubblica nel lungo termine.

Kfhr aggiorna il rapporto sull’andamento dei sukuk

In che condizioni di salute si trova il mercato dei sukuk? La risposta è giunta da un rapporto di Kuwait Finance House Research Limited (Kfhr), società araba attiva in questo tipo di ricerche, la quale si è soffermata sull’importanza della finanza islamica in questo preciso momento storico: i titoli obbligazionari rispettosi della religione musulmana hanno ormai raggiunto un volume d’affari pari a cinque miliardi di dollari, il 61,7% dei quali fa capo a un solo istituto, Bank Negara Malaysia. Il documento in questione è aggiornato allo scorso mese di aprile, dunque è davvero molto recente. Tra gli elementi da rimarcare vi è soprattutto il fatto che si è assistito di recente a un calo che non veniva registrato dal luglio del 2010: la spiegazione di questo declino è semplice, in effetti, le piazze mediorientali sono ancora a corto di liquidità e queste condizioni non possono che incidere negativamente sull’andamento generale.

Piraeus Bank: in rialzo le cedole delle obbligazioni

Piraeus Bank e Efg Eurobank Ergasias sono riuscite ad aumentare l’importo delle loro cedole obbligazionarie: si tratta ovviamente di bond emessi proprio da questi istituti ellenici, un incremento che dovrebbe consentire un migliore finanziamento da parte della Banca Centrale Europea. Nel dettaglio, Piraeus ha accresciuto l’interesse relativo ai propri pagamenti fino a 8,1 miliardi di euro: il riferimento, in questo caso, va ai titoli a tasso variabile che giungeranno a scadenza nel 2013 e che sono stati in grado di superare di ben dodici punti percentuali l’Euribor (Euro Interbank Offered Rate). Per quel che concerne invece Eurobank, c’è da dire che l’aumento del margine dei sei bond messi a disposizione ha consentito di assestare il totale a quota 13,6 miliardi di euro.

La Malesia annuncia nuovi bond islamici in dollari

Scadenza decennale e denominazione in dollari: sono queste le due caratteristiche che risaltano maggiormente per quel che concerne la nuova offerta di obbligazioni islamiche messa a disposizione dalla Malesia, in quella che rappresenta la seconda vendita di debito sovrano del 2011 per lo stato asiatico. L’intera gestione finanziaria spetterà a tre banche di investimento locali, le quali hanno anche proposto un ammontare complessivo compreso tra i 500 milioni e gli 1,7 miliardi di dollari, anche se per il momento queste indiscrezioni sono giunte da fonti anonime. Una vendita simile vuole sottintendere che lo stato federale vuole cedere il proprio debito islamico a un benchmark ben preciso, facendo riferimento a un’industria, quella dei titoli che rispettano i dettami della Shariah, che ha un valore complessivo di un trilione di dollari.