Bce dovrà abbassare i tassi secondo Convictions AM

etf-lyxor-euromts-aaa-government-bondA poche ore dalla riunione del 2 maggio della Bce, che comunicherà le sue decisioni in tema di politica monetaria, aumenta il numero degli analisti finanziari e dei money manager che si aspettano un taglio dei tassi di interesse, soprattutto a seguito dei recenti deboli dati macroeconomici dell’eurozona che allontanano le speranze di riprese in tempi brevi. Secondo Alexandre Hezez, portfolio manager per Convictions Asset Management, società di gestione indipendente con sede a Parigi, “l’Europa è ancora in crisi profonda, ma dovrebbe stabilizzarsi”.

Per Irish Life prima emissione di bond sovrani

Irish Life, tra le più importanti compagnie assicurative d’Irlanda, ha venduto un bond sovrano del valore pari a venti milioni di euro: non si tratta di una emissione qualsiasi, visto che per il gruppo in questione è la prima volta che si fa riferimento a un prodotto del genere. Proprio la scorsa estate la National Treasury Management Agency aveva annunciato di voler lanciare sul mercato un ammontare superiore ai cinque miliardi di euro per quel che riguarda titoli obbligazionari collegati al tasso di inflazione, in modo da attirare il maggior numero possibile di fondi pensionistici irlandesi al debito del paese.

Bond sovrani a 5 e 10 anni per la Nigeria

Puntuale come un orologio svizzero è giunta l’ennesima asta mensile dei titoli obbligazionari nigeriani: il paese africano ha infatti annunciato la pianificazione di una vendita di importo compreso tra i 160 e i 240 miliardi di naire (tra gli 1,02 e gli 1,53 miliardi di dollari per la precisione) in bond sovrani. In pratica, gli strumenti finanziari in questione saranno in grado di sfruttare due scadenze ben precise, cinque e dieci anni, mentre l’emissione vera e propria avverrà nel corso di questo quarto trimestre dell’anno, dunque si perfezionerà il tutto almeno entro il mese di dicembre. C’è comunque da precisare che l’ammontare che è stato proposto in questa occasione è inferiore rispetto all’emissione di debito del terzo trimestre (la nuova asta dei titoli del governo nigeriano).

Investire in bond ad alto rendimento con gli Etf

Nell’ultimo mese e mezzo abbiamo assistito sui mercati ad una maggiore contrazione dei rendimenti delle obbligazioni governative dei paesi europei periferici (come la Spagna e l’Italia), senza contare che i tassi dei bond di paesi europei “core” ad alto rating (Germania, Francia, Olanda, Finlandia, etc.) restano su valori reali negativi. L’effetto-Draghi, ovvero il lancio del nuovo piano anti-spread avvenuto lo scorso 6 settembre, ha rassicurato gli investitori favorendo la ripresa di tutto il mercato obbligazionario europeo. Da allora è anche partita la caccia ai corporate bond ad alto rendimento.

Nigeria, undicesima asta annuale per i bond sovrani

Il governo nigeriano ha lanciato sul mercato titoli obbligazionari decennali per un importo complessivo di 65 miliardi di naira (circa 405 milioni di dollari): i titoli in questione, il cui rendimento è stato fissato nella misura di 150 punti base oltre quello della precedente asta di ottobre, rappresentano il prodotto della undicesima asta annuale del paese africano, anche se in questo caso, volendo essere ancora più precisi, si tratta di riaperture di precedenti emissioni con varie scadenze (in particolare il 2018 e il 2019). C’è comunque da precisare che la Nigeria emette mensilmente proprio questi bond sovrani, una operazione finanziaria che ormai si è resa necessaria per sostenere adeguatamente il mercato locale dei bond, ma anche per creare un sottostante per le quotazioni societarie e finanziare il deficit di bilancio.

Le banche europee continuano a vendere bond sovrani

Bnp Paribas e Commerzbank sono due tra le principali banche europee che si stanno avventurando nella cessione di bond sovrani, in un momento così difficile come quello attuale: la crisi dell’eurozona non è più un mistero, eppure esistono anche occasioni di questo tipo, ma cosa viene offerto di preciso? L’istituto di credito francese, maggior banca del paese, ha ridotto in maniera sensibile le proprie holding in questione, con un importo complessivo pari a 812 milioni di euro in appena quattro mesi, mentre il gruppo tedesco si è visto costretto a cedere i propri bond greci, italiani, irlandesi, spagnoli e portoghesi di ben ventidue punti percentuali nel corso di quest’anno (tredici miliardi di euro in totale). Le vendite si sono rese più necessarie che mai, soprattutto alla luce dell’atteggiamento degli investitori internazionali, i quali hanno voluto punire le compagnie con le holding maggiori.

Nigeria, decima asta mensile per i bond sovrani

La Nigeria ha deciso di scindere in tre tranche distinte la propria emissione di bond sovrani: i titoli obbligazionari in questione, infatti, prevedono una scadenza a tre, cinque e dieci anni, per un importo complessivo di 55,67 miliardi di naira (al cambio fanno circa 354 miliardi di dollari). In pratica, si tratta della decima asta mensile che il paese africano pone in essere, come annunciato anche dal Debt Management Office locale. I ritorni economici stabiliti in tal caso, poi, sono piuttosto alti e questa consistenza riflette, in particolare, l’incremento del tasso di interesse da parte della banca centrale, un rialzo pari a 275 punti base e che è stato realizzato la scorsa settimana.

Mongolia: pianificata la prima vendita di bond sovrani

Le emissioni obbligazionarie non conoscono confini e non deve quindi stupire se vanno a coinvolgere anche paesi, per così dire, “inconsueti”: la Mongolia sta pianificando la sua prima cessione di obbligazioni sovrane, tentando di conseguire una somma almeno pari a 500 milioni di dollari e di agevolare l’operato di alcune compagnie nazionali. Come ha specificato Ganhuyag Chuluun Hutagt, viceministro delle Finanze dello stato asiatico, l’intento principale di questa operazione è quello di quotare dei bond che siano in grado di aprire una sorta di finestra privilegiata per le società private. La vendita da parte del governo di Ulan Bator dovrebbe avvenire con tutta probabilità proprio nel corso di quest’anno, ma dipenderà strettamente dall’approvazione del Parlamento.