Euro, i rischi in caso di Brexit

di Redazione Commenta

Il filo rosso tra l'uscita della Gran Bretagna dall'Ue e la moneta è tutt'altro che sottile...

Gli ultimi sondaggi effettuati nel Regno Unito evidenziano un testa a testa tra favorevoli e contrari alla Brexit, ovvero all’uscita del paese dalla UE, in vista del referendum consultivo del 23 giugno, convocato dal governo Cameron, dopo avere ottenuto da Bruxelles uno status particolare per il caso di permanenza di Londra nelle istituzioni comunitarie.

Gli esperti allargano la visuale nel caso in cui si concretizzasse questa possibilità e parlano di effetti molto negativi anche per l’Euro:

Il filo che lega la permanenza del Regno Unito nella UE all’euro è più diretto di quanto non appaia. Londra non fa parte dell’Eurozona e insieme alla Danimarca è l’unico stato dell’Unione a non avere nemmeno assunto alcun impegno per entrarvi. Tuttavia, nel caso in cui uscisse dalle istituzioni comunitarie, la conseguenza immediata di un simile evento storico sarebbe lo psicodramma. I governi nazionali perderebbero fiducia nella capacità di Bruxelles di resistere alle pulsioni disgregatrici e i mercati seguirebbero a ruota.

Il trend non è confortante per i pro-UE, visto che fino a qualche mese fa i “no” alla Brexit sembravano nettamente in testa. Ad avere rinvigorito le quotazioni di un divorzio tra Londra e Bruxelles sarebbero, in particolare, le maggiori motivazioni, che spingerebbero i sudditi di Sua Maestà a recarsi alle urne per votare contro l’Europa, rispetto a quelli favorevoli a restarvi.

Fatto sta, che la campagna referendaria si sta surriscaldando e con strascichi anche aldilà dei confini nazionali. Il portavoce della Commissione europea, Margaritas Schinas, ha dichiarato che Bruxelles si terrà fuori dallo scontro e non fornirà alcuna indicazione. Più che una posizione di neutralità, in verità i commissari sanno quanto le loro esternazioni potrebbero sortire l’effetto di spingere i britannici a votare contro quelle che verrebbero interpretate come ingerenze nel dibattito interno a un paese sovrano.

E mentre si aspetta l’arrivo del presidente americano Barack Obama a Londra per i 90 anni della Regina Elisabetta, il sindaco di Londra, Boris Johnson, schieratosi per la Brexit, ha attaccato la Casa Bianca, invitandola a tenersi fuori dalla campagna referendaria, evitando ingerenze di ogni sorta. Le critiche sono sorte a seguito dell’invito di Obama, rivolto al popolo britannico, di votare per restare nella UE.

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