Per chi ha voglia di investire in paesi lontani, ma comunque sicuri, la Nuova Zelanda è certamente una nazione da tenere sotto osservazione, seria e preparata, ma soprattutto capace di reinvestire ciò che arriva dall’estero per farlo fruttare. È il caso dei bond, visti anche la politica monetaria della BCE che dovrebbe continuare con i tassi negativi ancora per tutto l’anno, mentre in nuova Zelanda i rendimenti sono migliori, grazie ad un’economia anglosassone stabile e certamente ricca, che vede il Pil attorno al 3,5% anche per quest’anno. Naturalmente dovrete acquistare e ricevere i profitti in dollari della Nuova Zelanda, quindi tenete sempre d’occhio il Forex per controllare la valuta. Nel paese, la banca centrale sta mantenendo i tassi sul denaro al 1,75%, e prevede di non variare la sua politica per molto tempo. Tra le obbligazioni appetibili ci sono quelle della ANZ, l’Australia e New Zeland Bank, un gruppo bancario molto solido, con rating alto (AA- di Standard & Poor’s e Aa2 per Moody’s), che attualmente ha emesso obbligazioni per quasi 43 milioni in valuta locale che scadranno il 22 marzo del 2022. i rendimenti, fissi, sono del 3,66% a tre mesi con rimborso totale alla scadenza. Si parte da 2000 dollari per gli acquisti di questo che è il quarto gruppo del settore in Oceania.
Btp, debito italiano il più venduto da investitori nel 2016
I Btp, i titoli di stato italiani, sono stati il debito più venduto dagli investitori nel corso del 2016: il dato è stato reso noto all’interno dell’ultimo report della Banca Centrale Europea che sottolinea come al momento, dal punto di vista degli investimenti, l’Italia sia sofferente.

Euro in salita grazie a crollo Nasdaq
Una giornata davvero particolare per Wall Street quella di oggi: dopo aver visto un’apertura positiva sta ora virando al ribasso sostenuto, trascinando il Nasdaq e portando l’euro a contrattazioni positive.

La FED alza i tassi: lasciare le azioni e puntare sui bonds?
La FED, banca centrale statunitense, ha alzato, come previsto, i tassi sul costo del biglietto verde, e gli analisti ora si stanno domandando quale sarà il futuro del mercato azionario. La risposta è molto semplice, un rialzo non fa primavera, e nemmeno l’inverno. Certamente non ci sarà un abbandono del mercato azionario in favore dei titoli di stato, ma solo una maggiore attenzione ai bonds. Nessun “panico” o “bolla”, ma forse il mercato semplicemente rallenterà un po’, dopo i vari rally di Wall Street, alternati a pause, grazie ai tassi bassissimi sul dollaro che ha stimolato i prestiti speculativi. Inoltre, la Federal Reserve, ha spesso, negli ultimi anni, dato delle sovrastime delle sue azioni sui tassi, e sono in pochi a tenere conseguenze negative sui mercati. Poi il mercato avrà il tempo di assorbire l’aumento dei tassi, previsto in tre tranche da 0,25%, ed assestarsi sulle nuove posizioni. Gli analisti spiegano che le perdite per i fondi obbligazionari, a causa di un aumento dei tassi progressivo e minimo, sono normalmente molto piccole, se non nulle. Su dei rendimenti medi, per esempio, del 4,5% dei fondi obbligazionari, lo 0,25% è minimo, anche se moltiplicato per tre tranche, e servirebbero due anni prima che i fondi ne risentano. Ma questa è la matematica pura, infatti l’aumento dei tassi attira gli investitori sulle obbligazioni, alimentando così i fondi e il mercato. Ad oggi, non vi consigliamo dunque di abbandonare le azioni, ma solo di tenere sott’occhio i bonds.
FED ed elezioni Olanda spingono economia
Le dichiarazioni della FED ed il rialzo dei tassi di interesse insieme al risultato delle elezioni politiche in Olanda hanno spinto l’economia europea in direzione positiva rispetto ai giorni scorsi dando alle borse dell’Eurozona modo di eseguire delle performance decisamente positive.

Investire in Generali
L’attenzione intorno a Generali Assicurazioni, da parte delle banche, sembra essersi placata, con l’annuncio della definitiva ritirata dal tentativo di scalata di Banca Intesa, ma il titolo continua ad offrire buone garanzie di investimento, forte degli ottimi bilanci registrati nel 2016. Dopo una serie di rally, e di ribassi, il titolo potrebbe essere di nuovo spinto su sull’onda dei risultati, e c’è quindi poco tempo per acquistare le azioni, prima che diventino troppo care, e si rivelino solo una cassaforte anti inflazione. Il 2016 è stata l’anno migliore per l’utile netto e per lo share equity degli ultimi 10 anni, tanto che la compagnia assicurativa ha annullato l’aumento di capitale che aveva previsto, passando addirittura ad un’accelerazione del piano industriale e cercando nuove strategia di acquisizione, dopo le minacce di scalata. Il 2016 ha visto l’utile netto salire del 2,5%, pari a 2,1 miliardi, e quello operativo dello 0,9%, pari a 4,83 milioni. E così il dividendo per azione è salito dell’11,1%, pari a 0,80 centesimi per azione. Confermate tutte le previsioni future, che vedono un net operating cash cumulativo di più 7 miliardi, per il 2018, con l’obbiettivo del risparmio sui costi operativi che viene anticipato di 1 anno. Il Regulatory Solvency ratio dello stato patrimoniale, dale da 171% a 177%, il titolo del 2,74%.
Alitalia, Montezemolo lascia presidenza
Luca Cordero di Montezemolo lascia la presidenza di Alitalia. Pur rimanendo all’interno del consiglio di amministrazione, il manager ha deciso di non attendere la riunione di domani volta all’approvazione del nuovo piano industriale. Cosa accadrà ora al titolo?

Il governo cinese contro i magnati del calcio
Il governo cinese si mostra contrariato agli investimenti dei suoi magnati nel mondo del calcio europeo. I miliardari cinesi sono sempre più presenti nel vecchio continente per acquisizioni e partecipazioni nelle migliori squadre calcistiche, un modo come un altro per penetrare i mercati attraverso la popolarità del calcio. Ma il governo, e la banca centrale cinese, per bocca del suo governatore Zhou Xiaochun, non sono affatto contenti del fenomeno scatenato in Europa da molti Cinesi, dopo aver messo anche un tetto all’arrivo di stranieri strapagati nel loro calcio. Per il governatore Xiaochun, molti investimenti sono stati frettolosi e non in linea con i desideri del governo, non portando nessun concreto vantaggio nel paese. La Cina infatti, non vede gli investimenti nel mondo dello sport e dell’intrattenimento, un modo fruttifero di spendere i capitali, e creano anche dei malumori verso i paesi. Questi investimenti non farebbero parte delle politiche economiche cinesi, e saranno limitati. Intanto, i milionari di Pechino, hanno investito già due miliardi in Europa, prendendo proprietà su squadre di tutti i campionati, partendo dall’Inter fino all’Atletico Madrid, passando dal Nizza all’Aston Villa. Squadre gloriose e conosciute, ma quale sarà il ritorno preteso dai cinesi. Il governo non vede vantaggi, e non crediamo che i cinesi agiscano solo per passione sportiva.
Lego chiude 2016 con fatturato record
Lego chiude il 2016 con un fatturato record di 5 miliardi di euro: un obiettivo impensabile qualche anno fa per l’azienda danese se si pensa che nel 2005 per non fallire il brand era stato costretto a vendere i suoi parchi a tema. Ora, grazie ad una buona politica economica e commerciale il marchio è uno dei migliori sul mercato.

Comprare azioni: come scegliere in base al prezzo
Quando ci si avvicina ai mercati azionari, i dubbi sono sempre molti, soprattutto sui tempi. Una cosa è comunque certa, il guadagno può esserci sia con i mercati in rialzo, che con quelli a ribasso. Infatti, se si riescono a comprendere i meccanismi del mercato, entrambe le situazioni possono essere favorevoli. Un punto di riferimento possono essere i prezzi delle azioni, quando non sono viziati da un eccesso di manipolazione, e quando l’azienda oggetto del titolo, sta facendo utili ma ha anche un programma di investimenti per la sua crescita. Qui entra in gioco l’abilità del trader di azioni, che deve comprendere se c’è una sopravalutazione dell’azienda, studiandone i programmi, o una sottovalutazione. Una sopravalutazione, potrebbe suggerire la vendita delle proprie azioni, in modo da realizzare il profitto prima che queste cadano, una sottovalutazione potrebbe suggerire l’acquisto, in attesa che l’azienda riesca a sfruttare appieno il suo valore.
Certamente qui la scelta rientra nella prospettiva del breve o del lungo periodo. Quando c’è una crescita prolungata del prezzo delle azioni, ci troviamo generalmente di fronte ad un’azienda sana, che potrà garantire dei profitti anche a lungo termine, mentre per quelle aziende cui valori oscillano, il discorso è più complesso, e bisogna sempre essere pronti a vendere prima della contrazione, magari per riacquistare poi le stesse azioni a prezzi più bassi e attendere che salgano di nuovo.
Intesa Sanpaolo cede Allfunds Bank
Intesa Sanpaolo fa la sua prima mossa dopo la “caduta” del’opzione d’acquisto delle Generali e lo fa annunciando la cessione completa dell’intera quota di Allfunds Bank (Afb) ovvero il 50% del capitale che deteneva attraverso la controllata Eurizon Capital Sgr.

Il rally di Poste Italiane
Poste Italiane vola in borsa e segna già un +4% in apertura dei mercati, nonostante Milano sia in leggera flessione di un -0,56%. Il titolo di Poste Italiane è molto ricercato oggi, forse grazie alle voci che vogliono la distribuzione di un maxi dividendo straordinario per gli azionisti. Visto l’ottimo andamento del titolo, la dirigenza delle poste ha pensato a rilasciare un dividendo straordinario, ma la decisione non è stata ancora presa in quanto adesso, il Tesoro, ancora proprietario di maggioranza, potrebbe cambiare idea sul collocamento del 30% di azioni sul mercato, preventivato per far cassa. A immettere liquidità potrebbe essere proprio il buon andamento dell’azienda, con il governo che potrebbe sfruttare i dividendi e dirottare l’idea originale su una vendita delle quote a Cassa Depositi e Prestiti, che detiene già il 30% delle stesse Poste Italiane. Prima di questa acquisizione della Cassa Depositi, il governo avrebbe pensato ad una distribuzione ai soci, di 1 miliardo di euro di dividendi, mentre la Cassa Depositi potrebbe sfruttare i dividendi proprio per l’acquisizione del 30% di Poste Italiane.
Ma queste non sono le sole opzioni sul tavolo. Il governo potrebbe anche rinviare il collocamento di questo 30% fino ad autunno, con una seconda IPO a gennaio quindi da smentire.
Snapchat, esordio eccellente a Wall Street
Si è resa protagonista di un eccellente esordio a Wall Street Snap, l’azienda “madre” di Snapchat, l’app di messaggistica istantanea video. Per lei, partita da una base azionaria di 17 dollari, un immediato aumento pari al 41% del suo valore.

Cosa è il Bitcoin e quali sono le differenze con le altre criptovalute
Il Bitcoin, anche conosciuto con il suo acronimo BTC, è una valuta digitale. Rientra tra quelle che vengono definite le criptovalute. Questa moneta digitale è creata elettronicamente e non è controllata da nessun governo o banca centrale. La gestione di questa moneta digitale si basa su un complicato algoritmo che determina il valore del Bitcoin quando viene creato e la quantità di valuta in circolazione.
Diversamente dalle altre monete fiat come l’euro, la sterlina o il dollaro, il Bitcoin non è stampato e il suo valore non è collegato all’andamento dell’economia. Anche se la produzione dei Bitcoin è in mano alla gente, il suo creatore che si nasconde dietro lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto, ha stabilito la quantità massima di BTC che verranno messi in circolazione ad un massimo di 21 milioni. Questo significa che quando questa soglia verrà raggiunta non ci saranno più Bitcoin disponibili.
A tutto oggi, persone comuni e aziende producono Bitcoins attraverso tecnologie sofisticate e potenti sistemi computerizzati. Quello che rende questa moneta digitale degna di nota è il fatto di essere facilmente trasferibile, completamente anonima e di avere costi di commissioni sulle transazioni bassissimi
Perché il BTC è diverso dalle valute tradizionali e dalle altre monete digitali?
Innanzitutto, nessuno stampa I BTC . È una moneta digitale. Per poterla conservare bisogna salvarla sul proprio hard drive o, cosa più consigliata, utilizzare dei portafogli digitali per Bitcoins. La quantità minima di BTC che è possibile scambiare è di un Satoshi, che corrisponde a 1/100,000,000 di Bitcoin.
Il BTC non ha un valore intrinseco. Le monete classiche basavano il loro valore su metalli preziosi come l’oro e l’argento. In tempi passati era possibile recarsi in banca con dei dollari o delle sterline e chiedere in cambio la quantità corrispondente di oro o argento. Questo non è assolutamente possibile con i BTC in quanto il loro valore viene determinato solamente da una formula matematica. I software che applicano questa formula matematica sono open-source ed è quindi piuttosto semplice garantire la trasparenza, la funzionalità e l’integrità di tutto il processo.
Le differenze quindi tra BTC e le valute comuni sono sostanziali e includono il totale anonimato, l’assenza di burocrazia, l’essere scollegata da un’autorità centrale come banche o governi, la trasparenza, le spese di commissione bassissime e la velocità con cui le transazioni vengono eseguite.
Anche le differenze tra i Bitcoin e le altre valute digitali come il Litecoin sono significative. I BTC sono stati creati nel 2009 con l’obiettivo di diventare la moneta digitale di riferimento. La differenza più importante tra Bitcoin e Litecoin sta nell’algoritmo che viene utilizzato per crearli.
Il Litecoin utilizza Scrypt come algoritmo di mining mentre il BTC utilizza l’algoritmo SHA2. L’utilizzo di Scrypt rende molto più facile produrre i Litecoin. Non occorrono infatti tecnologie avanzate ma si possono produrre Litecoin anche su computer normali utilizzando le GPU più diffuse. La maggiore facilità di produzione incide però sul prezzo della valuta che è inferiore a quello del BTC. Scrypt è inoltre un algoritmo meno diffuso rispetto a SHA2 e anche meno controllato. Alcuni analisti hanno infatti sollevato dei dubbi in merito alla sicurezza di questo sistema crittografico. È generalmente assodato che il Bitcoin sia una valuta digitale più sicura del Litecoin.
Altra differenza importante fra le due valute digitali è la quantità delle stesse in circolazione. Come menzionato in precedenza la produzione di BTC si fermerà una volta raggiunti i 21 milioni di unità mentre per il Litecoin questo limite è stato stabilito in 84 milioni di unità.
Dove si comprano e vendono I BTC?
Il Bitcoin può essere acquistato o venduto attraverso diversi siti online. Prima di procedere con l’acquisto occorre munirsi di un portafoglio digitale su cui conservare la valuta. Questi si possono trovare on-line e sono compatibili con i principali sistemi operativi. Al momento non esistono assicurazioni per proteggere questi portafogli digitali. In alternativa la moneta può essere conservata su portafogli digitali portatili o servizi di iCloud.
Al giorno d’oggi esistono moltissimi siti che accettano i Bitcoin come forma di pagamento fra cui anche colossi del calibro di Amazon e Expedia. I BTC stanno diventando una forma popolare di pagamento anche per l’acquisto di connessioni VPN grazie proprio alla loro caratteristica di totale anonimato. In alternativa, la moneta digitale può essere scambiata anche a livello personale tra singoli utenti.
A momento il mercato dei BTC non è regolamentato ma si stanno muovendo i primi passi in questa direzione. Visto il successo della moneta digitale, molti governi cominciano ad esprimere preoccupazione per eventuali frodi, riciclaggio di denaro sporco e tassazione e si stanno perciò operando per poter creare una regolamentazione al riguardo.
Il prezzo attuale del BTC è di $1.130,15, molto vicino alla quotazione dell’oro a $1239,80 l’oncia.