Alitalia, le condizioni di Lufthansa per intervento

di Valentina Cervelli Commenta

Nuovo approccio stessa storia: quella che viene considerata la nuova “fase due” del salvataggio di Alitalia sta per partire e ci si aspetta che abbia un finale diverso da quelli già visti. Ancora una volta passa per il potenziale coinvolgimento di Lufthansa che rende chiare le sue posizioni.

Lufthansa e l’interesse per Alitalia

Oramai sono anni che la compagnia aerea tedesca getta i paletti per una sua partecipazione in Alitalia a seconda della formula scelta per il suo intervento e la richiesta è sempre la stessa: ristrutturazione e snellimento. E dopo due anni con un nulla di fatto quella che sembrava una risposta un po’ troppo critica e dura alle esigenze della compagnia aerea, ora tale atteggiamento sembra acquistare una validità sempre crescente.

Il presidente e Ceo di Lufthansa, Carsten Spohr è chiaro nelle sue dichiarazioni alla stampa, quando sottolinea la necessità di una ristrutturazione valida prima di ogni mossa:

Questa è la mia logica quando ho parlato ai player italiani nelle scorse settimane. Altrettanto importante è sapere che questi due fattori non possono andare uno senza l’altro.

Non si può far finta di dimenticare che con questo approccio il manager, che tra l’altro è anche pilota, dal 2014 gestisce con profitto un gruppo composto da oltre 135 mila dipendenti, un fatturato vicino ai 36 miliardi ed ha alle spalle l’acquisto ed il salvataggio di altri vettori in crisi come Austrian Airlines e Swiss Airlines.

Come gestire la ristrutturazione di Alitalia

Due anni non conclusivi di trattative hanno portato ad osservare un fattore evidente: l’interesse del vettore tedesco per Alitalia non è mai calato, ed ovviamente Lufthansa ha una idea di come andrebbe condotto il riassetto della compagnia aerea italiana al fine di investire. Come giusto che sia hanno già preso contatti con il commissario unico da poco insediatosi proponendo, da quel che si evince da indiscrezioni stampa, un suggerimento: abbassare i costi per avere maggiori profitti dalle tratte e quindi aumentare i posti di lavoro necessari.

Non va dimenticato che le richieste di Lufthansa in tema di esuberi sono molto alte e che nella loro idea di una nuova Alitalia in grado di crescere con asset che necessitino totalmente tenendo conto di ogni settore, un massimo di 5 mila-6 mila dipendenti. Praticamente la metà degli attuali. Toccando anche la flotta che dovrebbe scendere a 90 aerei.

Quel che è certo è che nell’incontro odierno con il Mise vi sarà da discutere della cassa integrazione, la cui naturale conclusione è fissata per il momento al prossimo 31 dicembre.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>