Italia aumenta emissione di BOT nel 2012

di ND82 Commenta

Il sold-out dei BOT non fa più notizia. Anche ieri il collocamento di BOT a 3 e 12 mesi è andato buon fine, sostenuto da una solida domanda degli investitori sempre più attratti dalla scadenza a breve e brevissimo periodo grazie ai buoni tassi offerti dai paesi periferici europei rispetto ai paesi “core”. Basta pensare che l’Italia ieri ha dovuto sopportare un aumento del costo di finanziamento del debito che ha portato il rendimento del BOT a 12 mesi quasi al 2%, mentre la Germania ha emesso titoli a 5 anni pagando appena mezzo punto percentuale di interessi!

Le dimensioni dell’asta di ieri dei BOT sono passate quasi in secondo piano rispetto al rendimento offerto. Il Tesoro italiano ha emesso ben 11 miliardi di euro di BOT a fronte di 7,7 miliardi in scadenza. Si tratta di una cifra considerevole, considerando l’attuale livello del rischio sovrano. Il 2012 dovrebbe chiudersi con uno stock di debito pubblico, sotto forma di BOT (ovvero i T-bill), in aumento di circa 20 miliardi rispetto allo scorso anno.

L’Italia è il secondo paese europeo con il maggior numero di T-bill in circolazione, pari a quasi 160 miliardi di euro. La Francia ha il primato in questa speciale classifica con uno stock in circolazione superiore ai 170 miliardi di euro, considerando la necessità di rifinanziamento di Btf a 3, 6 e 12 mesi fino a circa 180 miliardi dovuta al forte aumento dell’indebitamento sotto il governo Sarkozy. La Germania è terza con uno stock pari a 53 miliardi di euro.

I BOT piacciono agli investitori, soprattutto quelli esteri, perché rientrano nell’ambito del programma di acquisto illimitato di titoli sovrani della BCE (ovvero il cosiddetto “Omt”). L’Italia resta il paese europeo con il maggior numero di bond sovrani in circolazione (1.643 miliardi di euro), seguita dalla Francia (1.395 miliardi) e dalla Germania (1.056 miliardi). La Sovenia è il paese che ha meno debito in circolazione (14 miliardi), mentre l’Irlanda quello con il più basso stock di T-bill in giro (appena 1 miliardo).

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