Unicredit supera il 50% potenziale di Commerzbank

Unicredit supera il 50% potenziale di Commerzbank, segnando un punto importante in quella che è una delle partite più interessanti del risiko bancario europeo.

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La posizione di Unicredit attuale

Dopo mesi di acquisti, conversioni di strumenti finanziari e offerte agli azionisti, la banca guidata da Andrea Orcel ha ormai consolidato una posizione davvero interessante. Considerando sia le azioni possedute direttamente sia i derivati e gli altri strumenti finanziari collegati, Unicredit supera il 50% del capitale della banca tedesca. Si tratta di un passaggio che rafforza ulteriormente il progetto di integrazione promosso da Orcel e che continua a suscitare forti resistenze in Germania.

L’operazione è iniziata nel 2024, quando Unicredit ha acquistato una quota rilevante di Commerzbank dal governo tedesco, diventandone rapidamente il principale azionista. Nel corso del 2025 la partecipazione è cresciuta fino a circa il 20%, per poi avvicinarsi al 30% attraverso la conversione di posizioni sintetiche e derivati in azioni ordinarie.

La svolta? E’ arrivata questo anno. A marzo Unicredit ha lanciato un’offerta pubblica volontaria di scambio sulle azioni Commerzbank con l’obiettivo dichiarato di superare la soglia del 30%, particolarmente importante nella normativa tedesca sulle acquisizioni. L’istituto italiano ha sempre sostenuto di non voler assumere immediatamente il controllo totale della banca, ma di voler creare le condizioni per una possibile integrazione futura.

Nei primi giorni di giugno Unicredit ha comunicato di aver raggiunto il 34,4% del capitale attraverso partecipazioni dirette. A questa quota si aggiungono derivati e altri strumenti finanziari che consentono alla banca italiana di aumentare ulteriormente la propria esposizione economica. Sommando tutte le posizioni, l’influenza potenziale di Unicredit su Commerzbank supera ormai abbondantemente il 50% del capitale.

Operazione ancora fortemente osteggiata

Detto ciò, è palese che l’operazione continui a incontrare una forte opposizione. Il management di Commerzbank ha definito l’offerta insufficiente dal punto di vista economico, sostenendo che non rifletta il reale valore della banca e le prospettive del piano strategico “Momentum 2030“. Anche il governo tedesco, che mantiene ancora una partecipazione significativa, ha espresso più volte contrarietà all’iniziativa, giudicandola ostile.

Negli ultimi giorni sono emerse anche tensioni sul modo in cui alcune quote sarebbero state raccolte nell’ambito dell’offerta. Al punto che Commerzbank ha chiesto chiarimenti all’autorità di vigilanza BaFin riguardo a una parte delle adesioni e al ruolo degli strumenti derivati utilizzati da Unicredit.

Come andrà a finire? Senza dubbio la vicenda rappresenta uno dei più importanti tentativi di consolidamento bancario europeo degli ultimi anni. Se l’operazione dovesse andare avanti, potrebbe nascere uno dei maggiori gruppi bancari del continente.

Per il momento, però, la battaglia tra Milano e Francoforte resta aperta e ci aspettiamo ancora qualche colpo di scena.

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