Crollano le borse. Gli USA spaccano l’economia mondiale

crollo borsaTrump torna a fare la guerra dei dazi, e attacca la Cina. Ieri sera il presidente ha annunciato lo scatto delle tariffe fino al 25% a partire da venerdì. Colpirà le merci cinesi in ingresso negli Stati Uniti, e subito scatta il panico sui listini mondiali, con vendite consistenti soprattutto in Asia. Anche in Europa si procede a vendite sostenute, che fanno crollare i mercati.

Le borse mondiali

Si parte dall’Asia, dove naturalmente a soffrire di più sono le borse cinesi. Crollo totale per Shanghai, che registra perdite per il 5,58%, mentre Shenzhen va giù del 7,56%. Crolla anche Hong Kong, del 2,90% mentre Tokyo è ancora chiusa per festività, e si risparmia il massacro sulle suue quotate.

In Europa le cose vanno leggermente meglio, ma le perdite sono comunque consistenti. A Milano, alle 12:30, si registrano perdite per l’1,78%, mentre Londra sale dello 0,40%. A Parigi la perdita è del 2,06% mentre Francoforte registra un -1,95%. Infine Zurigo, anch’essa in perdita dell’1,74%.

A Milano in sofferenza i bancari, con Unicredit che perde il 2,81%. Intesa scende dell’1,55% mentre Banco Bpm crolla del 2,70%. Secondo gli analisti, i dazi di Trump possono pesare sul Pil italiano per lo 0,3%. Così Fiat perde il 2,61% mentre Saipem il3,06%.

Il futuro dell’oro. Le banche centrali comprano assets

oroL’oro vive da tempo un periodo di relativa stabilità, ma soprattutto è cambiata la richiesta del mercato, con le banche centrali che investono di più sul biondo metallo, mentre l’industria inizia a pensare ad altre materie.

A dirlo il World Gold Council, nella sua relazione sul primo trimestre di quest’anno. La domanda di oro è aumentata del 7% in un anno (1.053,3 tonnellate), ma sono le banche centrali a fare incetta di lingotti, con 145,5 tonnellate in più rispetto ad un anno fa (+68%). L’industria del lusso e dei gioielli è comunque la maggiore acquirente, anche se la sua richiesta resta stabile con 530,3 tonnellate nel primo trimestre, pari ad un +1%.

Gli altri dati

Anche i settori tecnologici dell’industria usano l’oro, in alcuni prodotti specifici, ma meno che in passato. Qui infatti la domanda è diminuita del 3%, pari a 79,3 tonnellate, mentre 298,1 tonnellate sono state utilizzate come investimento.

L’oro è sceso d prezzo, tornando al mercato che aveva a dicembre scorso. Questo trimestre, sono state le richieste delle banche centrali a tenerne su il prezzo, anche se la richiesta è pari al 13,8% del totale. Maggioritaria è sempre la gioielleria, che chiede il 50,3% dell’oro presente sul mercato. Ma secondo il Council, sono gli investimenti ad incidere maggiormente sul prezzo.

Banca Carige, via libera della Fabi a BlackRock

BlackRock, in merito alla situazione di Banca Carige, ottiene il via libera dei sindacati: o perlomeno quello della Fabi, la Federazione autonoma bancari italiani che sostiene essere pronta a collaborare su tutta la linea.

Btp italiani andranno in rally? Scenario possibile

Btp Standard & Poor’s ha mantenuto inalterato il suo giudizio sul debito pubblico del nostro paese, confermando la tripla “B” con “outlook” negativo. Una buona notizia, se si considera che quasi tutti pensavano ad un downgrade dei nostri BTp. Il debito pubblico italiano continua ad essere seguito, e secondo l’Agenzia di rating il rapporto debito/Pil aumenterà. La buona notizia è che il debito privato invece continua a scendere, convincendo S&P a mantenere il suo giudizio sul nostro paese ancora invariato.

Il futuro dei Btp

La diminuzione del debito privato ha convinto S&P perché l’Italia diventi un creditore netto esterno nei prossimi cinque anni. Il bilancio tra crediti e debiti delle imprese e famiglie italiane detenuti all’estero saranno dunque favore dei primi.

Oggi e nel prossimo futuro saranno sotto osservazione i titoli italiani, per cui molti analisti prevedono un rally. Attualmente i Btp a dieci anni si collocano in area 260 punti base con un rendimento del 2,60%. All’apertura dei mercati, questa mattina, i Btp si sono portati a 257 punti, scendendo del 3,10% circa.

Il tutto in una settimana di festività, che ha ridotto gli scambi, e in cui si attendeva la revisione di S&P.

Maggio sarà decisivo per capire il futuro dei nostri titoli, anche attraverso le elezioni europee, che potrebbero cambiare gli equilibri all’interno della maggioranza, se non attraverso uno spostamento dei seggi, con nuovi sentimenti espressi dagli elettori. Una sorta di referendum anche sulla politica economica.

Bitcoin, torna l’appetito. Ma gli investitori snobbano il resto delle cripto

bitcoinIl Bitcoin è tornato a crescere, per capitalizzazione, da qualche settimana, anche se sono lontani i tempi i cui si registrano furiosi rally a doppie cifre. Comunque la capitalizzazione azionaria ha raggiunto i 99,4 miliardi di dollari, anche per effetto delle nuove emissioni. Ma la differenza è che il resto del mercato delle criptovalute è fermo o in regresso.

I numeri del Bitcoin

Il bitcoin oscilla ora attorno a 5600 dollari, con un volume giornaliero di 15,1 miliardi di dollari. Bitcoin è sempre al primo posto, sia per capitalizzazione che per scambi, mentre nelle transazioni, a sorpresa, la seconda cripto è con 13 miliardi nelle ultime 24 ore. Segue Ethereum molto staccato, con 6,7 miliardi.

Le altre cripto sono in discesa, e non riescono a spiccare il volo. Ripple, che aveva registrato un buon trend fino a 0,35 dollari, è tornata sotto i 0,30, mentre Ethereum conserva sempre la seconda posizione a 163 dollari.

Il mercato comunque registra una certa stabilità, dopo il tonfo incredibile di un anno fa, quando proprio Ethereum era quotato a 1500 dollari.

Ma è Tether a sorprendere tutti, visto che sta crescendo in numero di scambi ad un ritmo molto sostenuto. Ora la sua capitalizzazione è a 2,7 miliardi di dollari.

Deutsche Bank e Commerzbank: saltato l’accordo

La fusione tra Deutsche Bank e Commerzbank è saltata: quelle che erano delle trattative avanzate si sono interrotte con un nulla di fatto per i due maggiori istituti tedeschi. Il problema alla base del “nulla di fatto”? Tra le diverse ragioni, soprattutto l’aumento di capitale necessario.

Milano cauta al ritorno dalle festività di Pasqua. I titoli

mediolanumL’apertura delle borse europee è cauta, e Milano non fa eccezione, al rientro dalle festività pasquali. In Asia, con i mercati aperti ieri, si è registrata una certa debolezza, mentre oggi le borse aspettano l’apertura di Wall Street per poi dare un’occhiata alle trimestrali USA.

Intanto c’è la novità del petrolio iraniano, che Trump vuole bloccare del tutto togliendo le esenzioni alle sanzioni per alcuni paesi, tra cui l’Italia. Dal 2 maggio non saranno più concesse, e ad essere coinvolti saranno anche Cina, India, Giappone e Corea del Sud.

I titoli

Verso le 14:00 Milano segna scende dello 0,41%, in leggero recupero rispetto alla metà della mattinata. Segno totalmente opposto invece per Londra, che registra un +0,46% mentre Parigi scende dello 0,16% e Francoforte dello 0,25%. A Milano ci sono trimestrali e dividendi a farla da padroni, con alcune delle principali aziende che comunicano sostanziose cedole. Banca Mediolanum, Campari, CNH Industrial, FCA, Ferrari, Fineco, Piaggio, Prysmian e Unicredit hanno fatto le loro comunicazioni, e le ci sono stabili reazioni sul listino.

Banca Mediolanum perde il 2,83%, Campari sale dello 0,87%, CNH Industrial va giù dello 0,83%. Continua ad andare male FCA che oggi segna il -3,89% mentre Ferrari perde lo 0,41%. Male anche Unicredit, a -2,79%.

Alitalia, via libero politico ad Atlantia?

Potrebbe arrivare dal Consiglio dei Ministri di oggi il via libero “politico” per il coinvolgimento di Atlantia nel salvataggio di Alitalia: è questo che alcune indiscrezioni stampa de Il Messaggero sembrerebbero suggerire. Per sbloccare la situazione devono esservi anche delle aperture in tal senso da parte di M5s.

La curva dei rendimenti dopo la fine del QE della BCE

Gli analisti hanno dato un’occhiata alla curva dei rendimenti delle obbligazioni governative europee dopo la fine del quantitative easing, anche se in una forma diversa, la Bce continua a farlo.

La banca centrale infatti ha dato il via ai reinvestimenti dei proventi derivanti dall’incasso dei titoli scaduti. Con la fine del QE si attendeva un forte rialzo dei rendimenti sovrani. E invece la situazione è rimasta stabile.

La situazione

Le scadenze iniziano a segnare il passo, e i rendimento sono stabili o addirittura scesi un po’ ovunque. La Germania fa fronte da tempo ai rendimenti negativi, mentre addirittura la Grecia vede i propri rendimenti ai minimi storici da 15 anni.

Le analisi sono basate sui grafici forniti dalla Bce, che mostrano i rendimenti sovrani leggermente saliti per i titoli a breve, fino a 2 anni, e scesi per le scadenze maggiori.

Per quelli a tripla A, i rendimenti a lunga scadenza sono scesi, ma per quelli superiori ai 3 anni. Comunque gli spread si sarebbero ristretti per quelli a breve e medio termine, mentre sono aumentati per quelli sopra ai 19 anni.

Per gli analisti dunque, c’è la tendenza verso il mercato obbligazionario, un ritorno come rifugio, magari in considerazione della guerra commerciale scatenata da Trump con la Cina.

Vincent Bollorè? Inaffidabile: parola di Marina Berlusconi

Vincent Bollorè? E’ un manager inaffidabile: su questo non ha dubbi Marina Berlusconi, espressasi in tal senso alla vigilia dell’assemblea odierna di Mediaset. E se si pensa alla storia tra le parti è facile comprendere come il giudizio della stessa non sia così duro.

Alitalia: sforzi in atto per ottenere partecipazione Atlantia

Sono in atto sforzi notevoli per rendere parte della partita Alitalia anche Atlantia: i tempi stringono e per salvare la compagnia aerea da una svendita è necessario muoversi in fretta e con decisione, soprattutto nei confronti della controllata dalla famiglia Benetton.

Bonds Grecia: cosa sta succedendo? Spread ai minimi

bonds greciaBonds Grecia e il paradosso dei minimi storici per lo spread, con un rendimento del 3,3%. Una situazione definita paradossale da molti analisti, con lo spread tra le obbligazioni elleniche e quelle tedesche che si riduce sempre di più. In questo modo, Atene ha raccolto 2,5 miliardi di euro solo a marzo, quando il rendimento era del 3,9%. I bonds preferiti per dalla Grecia sono i decennali.

Rendimenti al di sotto del costo?

La novità, per la Grecia, è la grande liquidità che ora c’è nel paese. I bonds greci, suddivisi in BTp e “sirtaki” bond, stanno cercando i rendimenti. I BTp si stanno alzando di prezzo, anche grazie alla liquidità che, secondo le stime, dovrebbe aggirarsi a quasi 50 miliardi. Molto denaro, che è il 20% del Pil ellenico, che permetterà al paese di non chiedere più prestiti. La situazione è tornata positiva, sia per il bilancio dello Stato che per il finanziamento, visto che non c’è più la corsa al bond, ovvero non serve più vendere tanti titoli sul mercato.

La soluzione scelta dunque è la vendita di T-bills a breve scadenza (entro l’anno) per circa 14 miliardi di euro l’anno. Non perché allo stato servisse finanziarsi, quanto piuttosto per aumentare la liquidità, e far fronte senza patemi ai prestiti concessi dalla Troika.

Questo sta facendo ridurre i rendimenti dei titoli greci, consentendo a Tsipra di pagare meno interessi sul debito. Ma soprattutto consente alla Grecia di evitare finanziamenti sul mercato per almeno 3 anni.

Unicredit rischia sanzione Antritrust Europeo per Titoli di stato

Cattive notizie per Unicredit: la banca rischia di dover pagare una forte sanzione alla Commissione Europea per via di una presunta violazione della normativa antitrust in relazione a titoli di Stato europei: il dolo, secondo le indagini, sarebbe avvenuto tra gli anni 2007 e 2012.

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Airbus e Boeing. Dopo l’incidente le azioni iniziano a divergere

Boeing 737 MaxI due colossi della produzione di aerei, Airbus e Boeing, iniziano a vedere i prezzi delle loro azioni divergere, a causa dell’incidente che ha coinvolto gli americani di Seattle. I fatturati girano sulle stesse cifre, ma l’incidente in Etiopia ha lasciato il segno sulla Boeing, che deve fare i conti con le misure restrittive al suo nuovo modello, che non può ancora volare. Dopo lo stop dei governi, iniziano ad arrivare anche le disdette alle commesse.

La situazione

Airbus ha dichiarato che non cercherà di approfittare della situazione, ma è indubbio che il blocco imposto ai 737 MAX ella Boeing cambierà il quadro industriale e le strategie commerciali delle due aziende. Anche non volendo avere dei vantaggi, Airbus non potrà certamente rifiutare nuove commesse da parte di chi non vuole più acquistare i nuovi 737, e dipenderà molto da quanto tempo occorrerà alla Boeing per risolvere i suoi problemi.

Per il momento, i vantaggi per la compagnia europea sono tutti sulle azioni, ai massimi storici, con un +40% per quest’anno, mentre la Boeing è scesa del 12%, dal 10 marzo, giorno del secondo incidente che ha coinvolto un loro 737 MAX.

Fino a quel momento, la Boeing aveva finalizzato un +14% in borsa da gennaio. Ma non è tutt’oro quel che luccica. Airbus potrebbe avere difficoltà ad evadere tutti gli ordini in più dovuti al calo della Boeing.