Tim e Iliad, chiusura definitiva alla fusione

Tim e Iliad: niente più fusione. Si tratta senza dubbio di un’opportunità sfumata con conseguenze importanti per l’ex monopolista delle telecomunicazioni.

Cosa è successo alla possibilità di accordo tra Iliad e Tim

Negli ultimi mesi si è parlato molto di una possibile fusione tra Iliad e Tim. Un matrimonio che avrebbe potuto cambiare profondamente il mercato delle telecomunicazioni italiano. In queste ultime ora tale possibilità è uscita totalmente dai giochi.

Questo perché Iliad ha chiarito che non ci sono più confronti in corso con l’ex monopolista e che non riprenderanno. Cosa è successo? Tornando indietro nel tempo va detto che le fasi preliminari avevano sollevato grandi aspettative.

Nel corso del 2025 infatti, Iliad aveva incaricato Boston Consulting Group di analizzare una potenziale fusione mentre Tim, sotto la guida dell’ad Pietro Labriola, manteneva la porta aperta alla possibilità. Il governo italiano, tramite Poste Italiane e Cassa Depositi e Prestiti, era parte della partita. Ricordiamo che Poste ha acquisito una partecipazione del 24,8% in Tim, diventandone primo azionista con l’obiettivo dichiarato di favorire la consolidazione del settore

Perché la fusione tra Tim e Iliad è saltata? Un primo stop è occorso lo scorso aprile. Una conferma del non da farsi è giunta in queste ultime ore portando il titolo di Tim a subire un brusco calo in Borsa. Qualcosa che senza dubbio sarebbe stato meglio evitare.

Secondo le stime di Exane BNP Paribas, la fusione avrebbe potuto generare sinergie per circa 860 milioni di euro che avrebbero potuto essere rilevanti se investite su innovazione e rete. Senza contare che l’unione avrebbe portato a una riduzione degli operatori mobili in Italia da quattro a tre, diminuendo la pressione della concorrenza sui prezzi.

Un piccolo intoppo nel percorso dell’ex monopolista

Dal punto di vista di Tim tutto ciò avrebbe potuto portare a margini più solidi. Per quel che concerne i consumatori a qualche rischio di aumento prezzi. Con molta probabilità nella decisione potrebbero avere influito anche potenziali attenzioni da parte dell’Antitrust.

E Tim come ha reagito? Sottolineando che la fusione non è l’unica via per migliorare l’efficienza. Dato che si può puntare a network sharing, alla razionalizzazione dei costi e alla costruzione di sinergie operative con altri operatori.

L’unica cosa che ancora fa pensare è l’importante partecipazione dello Stato all’interno della società con le sue controllate. Di certo con la mancata fusione ci troviamo davanti a una importante opportunità di consolidamento persa.

Ciò non toglie che dopo il prevedibile scossone ottenuto Tim sarà in grado di riprendere la propria strada. Lavorando in modo alternativo su un possibile consolidamento.

Iliad, offerta per Vodafone Italia

Alla fine le voci dell’interesse per Vodafone Italia da parte di Iliad si sono rivelate essere reali: è infatti arrivata direttamente dall’amministratore delegato di Iliad, Thomas Reynaud a Bloomberg la conferma di un offerta di 14 miliardi da parte della sua società per l’acquisizione della compagine nazionale della azienda di telecomunicazioni britannica.