Corte dei Conti e Poste Italiane: il punto sul titolo

poste italianeLa Corte dei Conti ha analizzato i conti delle Poste Italiane, ancora saldamente in mano al Tesoro, e i risultati sono “complessivamente positivi” nonostante il titolo, ad un anno del debutto in borsa, sia in negativo. Il bilancio analizzato di Poste italiane si riferisce all’esercizio 2016, con 625 milioni di utili, in crescita di 174 milioni rispetto al 2015. Solo il patrimonio separato di Banco Posta ha realizzato un utile di 568 milioni, mentre i dividendi dalle società controllate sono registrati per 423 milioni. Utili per 121 milioni anche dalla cessione delle azioni di Visa Europe. Il titolo di Poste italiane è sceso però del 10%, anche se ci sono state molte criticità, dovute soprattutto al comparto bancario, a trascinare giù il prezzo delle azioni.

La Corte dei Conti ha comunque incluso nel suo giudizio la considerazione sulle privatizzazioni delle partecipate dal ministero dell’Economia e delle Finanze, ancora non concluso del tutto, tanto che per Poste Italiane, al 20 ottobre 2016 solo il 35% del capitale sociale era stato consegnato alla Cassa Depositi e Prestiti. Nel frattempo, nel 2017, Poste ha effettuato molte acquisizioni e dismissioni, che cambieranno le analisi per il futuro, facendo riprendere il titolo. Tra le operazioni, l’acquisizione di quote Sia, nel comparto pagamenti, e la cessione di Banca del Mezzogiorno a Invitalia. Titolo che dovrebbe, a conti fatti, recuperare nel corso del 2018.

Bce, cresce il Pil dell’Eurozona

Cresce il Pil nell’Eurozona: è questo ciò che si evince dalla diramazione del bollettino di dicembre da parte della Bce. E nonostante le condizioni percepite dalla popolazione le notizie condivise sembrano essere buone sebbene necessitanti ancora di un aiutino.

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Titolo Apple paga rischio di class action

appleI consumatori sono sul piede di guerra dopo la polemica sulle vecchie versioni del iPhone e la minaccia di una class action. La Apple ha dovuto ammettere di aver rallentato i sistemi di iPhone 6, 6S, SE e 7, e il titolo perde il 2,3% in una settimana. Secondo l’azienda di Cupertino, i telefoni erano stati rallentati per maggiorare la durata delle batterie, ma molti clienti non hanno apprezzato l’iniziativa e si sono rivolti alle associazioni dei consumatori. La colpa è nella mancata comunicazione al momento dell’acquisto, che avrebbe danneggiato i consumatori, ignari del voluto rallentamento, e quindi non liberi di scegliere tra un update di sistema e un nuovo acquisto. Bastava cambiare batteria dunque, piuttosto che comprare un iPhone nuovo. Il rischio ora è la class action, e la conseguente perdita d’immagine, oltre che la perdita economica. In verità, la notizia, è stata certamente deleteria per Cupertino, ma a guardare i risultati sul titolo, la Apple gode ancora di molta fiducia. Per ora il danno è limitato, ma potrebbe essere più consistente nel caso i consumatori decidessero di dare via alla battaglia legale. Gli investitori del titolo Apple sono dunque avvertiti. Il titolo va tenuto costantemente d’occhio. L’informazione sulle eventuali conseguenze legali deve essere massima, perché qualcuno sta già parlando di truffa, una parola che non va bene con “affari”. Infatti le previsioni di vendite per i nuovi iPhone sono scese a 35 milioni di unità (-10 milioni). Gli alti costi per unità (1000 dollari) e questo nuovo scandalo, potrebbero far perdere molti clienti affezionati, con ripercussioni sul titolo.

Samsung perde quota e trascina in basso la Borsa di Seul

Samsung perde quota e trascina in basso la Borsa di Seul che tocca i suoi minimi da tre mesi. Si apre così la prima seduta borsistica del paese orientale, all’insegna di una difficoltà che forse non ci si aspettava più di tanto.

Intesa Sanpaolo trova accordo con sindacati per tagli

L’accordo tra Intesa Sanpaolo e i sindacati sulla gestione del personale derivante dall’acquisizione delle attività della Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca è stato raggiunto nella notte. I tagli vi sono ma la gestione degli stessi sembra sembra essere stata condotta in modo corretto per i lavoratori.

Intesa Sanpaolo cede Allfunds Bank

Ignazio Visco e la crisi delle banche: la difesa

Ignazio Visco non le manda di certo a dire in audizione presso la Commissione Banche: tracciando un percorso di quello che Bankitalia ha vissuto nel corso degli anni del suo mandato, illustra quali sono i problemi che hanno caratterizzato gli istituti, dando spazio ad una difesa diretta e priva di pecche.

Investimenti immobiliari in Europa: chi sale e chi scende

investimenti-immobiliariL’Europa dell’immobiliare cambia ancora volto, con alcune città che risalgono e altre che scendono. Tempo di cambiare dunque, per gli investitori, che possono diversificare il loro portafogli. Tra le città attualmente più interessanti c’è Milano, dove le case non aumentano di prezzo, ma gli affitti sì, così da poter fare investimenti a scopo di locazione. Le due città principali della Spagna invece, Madrid e Barcellona, vedono un rally dei prezzi, mentre scendono a Londra, dopo anni in costante rally. Rally anche a Vienna, dopo la costruzione di nuove abitazioni. Stabile Parigi, da sempre molto cara. A Milano le nuove costruzioni residenziali non hanno alzato i prezzi, e gli appartamenti costano il 20% in meno rispetto al 2007. Possibilità di guadagno dunque sia per la locazione che per vendite future, a lungo termine.
A Madrid e Barcellona continuano a salire i prezzi, specialmente nelle aree più lussuose e residenziali. Qui la crescita è del 12% annuo per le nuove abitazioni. Alcuni però esprimono preoccupazione, visto quel che successe a causa della bolla di qualche anno fa per le nuove costruzioni.
A Londra invece, dopo dieci anni di rally, i prezzi iniziano a scendere anche del 5% sulle nuove costruzioni, in tutta la città. Anche a Parigi c’è stabilità, se si considera che i prezzi delle case stanno aumentando del 3%, contro una media passata del 11%. Del 6,5% invece gli aumenti a Berlino, in controtendenza con i rally degli anni scorsi, mentre gli aumenti a Vienna attorno al 7%.

Amazon paga 100 milioni di euro al Fisco

Amazon ha pagato al Fisco una somma pari a 100 milioni di euro per concludere quella che era la diatriba aperta tra il colosso del web e l’Agenzia delle Entrate dopo che quest’ultima aveva contestato alla compagnia di Jeff Bezos una mancata dichiarazione dei redditi.

Chi non risica non rosica, o di come gestire il rischio

Non esiste al mondo una situazione in cui sia possibile ottenere un guadagno a rischio completamente nullo. Nel caso in cui questa possibilità si verifichi, ed è il caso del cosiddetto arbitraggio, questa dura poco e ognuno cerca di sfruttarla, rendendo l’arbitraggio semplicemente non possibile nel lungo periodo. In questa situazione ideale, la gestione del rischio è pressoché inutile e, ad essere onesti, per quanto riguarda il breve e brevissimo periodo, quanto detto per il lungo periodo non è sempre vero.

Per chi non lo conoscesse, l’arbitraggio consiste nell’ottenere un guadagno senza sostenere rischi, come spiegato da Treccani.

Dove trovare opportunità di arbitraggio?

Le opportunità di arbitraggio sono estremamente difficili da trovare. Immaginiamo di vedere una banconota a terra. In questo caso, l’opportunità di arbitraggio consiste nella conoscenza di qualcosa che gli altri non sanno, ossia, nell’essere gli unici ad averla vista. Quanto dura questa opportunità? Molto poco perché appena una persona acquisisce la stessa informazione la sfrutta per il proprio guadagno, ossia raccoglie la banconota, eliminando ogni altra possibilità di arbitraggio per altre persone.

Questo esempio chiarisce come le opportunità di arbitraggio siano estremamente rare, in primis, e estremamente limitate nell’orizzonte temporale.

Secondo Borsa Italiana, le principali occasioni di arbitraggio vengono rilevate nell’utilizzo di strumenti finanziari derivati che in genere seguono gli asset sottostanti. Tuttavia, le situazioni in cui la gestione del rischio è nulla, sono davvero limitate e la discrepanza fra strumenti derivati e titoli sottostanti può durare millisecondi o meno. Decisamente un tempo ridotto per permettere ad un essere umano di agire.

Escludendo queste situazioni eccezionali, in ogni caso in cui si cerchi un guadagno, sia attraverso la borsa, gli strumenti finanziari derivati o il trading online, la gestione del rischio assume un’importanza fondamentale.

Fondamentali della gestione del rischio

La gestione del rischio è una concezione molto astratta poiché varia da tipo di industria, da tipo di rischio e da tipo di utente coinvolto. Nella restante parte di questo articolo ci limiteremo a dare dei consigli sulla gestione del rischio in ambito finanziario per utenti privati.

Chiaramente, questo articolo non vuole essere esaustivo e per una fonte più approfondita sulla gestione del rischio consigliamo di consultare un risk manager o il proprio consulente finanziario.

Rischio e rendimento

La prima nozione fondamentale è che ad un rendimento più elevato viene associato un rischio più elevato. Diffidate da facili opportunità di investimento con rendimenti stratosferici. Generalmente, azioni e CFD hanno un rischio più elevato rispetto alle materie prime e all’oro in particolare.

Rischio e differenziazione

La seconda nozione fondamentale è che la differenziazione, se fatta attentamente permette di distribuire il rischio su più strumenti riducendo il rischio totale. In ogni caso, tuttavia, la differenziazione non elimina il rischio totale. Il rischio non si elimina e ogni strumento finanziario porta con sé un certo livello di rischio. Una gestione del rischio accurata prevede un buon livello di differenziazione dei vostri asset.

Infine, ma prima di tutto

Prima di ogni investimento chiedetevi: Quali sarebbero le conseguenze se perdessi interamente questa somma? Se la conseguenza vi porta al lastrico, non investite. Una gestione del rischio accurata non tenta di eliminare il rischio ma di ridurlo e renderlo più accettabile. Mettere tutte le uova nello stesso paniere non è sempre una buona idea.

 

Unicredit lancia il bond perpetuo

unicreditLa Banca Unicredit ha lanciato sul mercato il bond perpetuo, un nuovo titolo subordinato per gli investitori istituzionali, dal valore totale di un miliardo di euro, e un taglio minimo di 100mila euro. Sono gli Additional Tier 1 parte del piano “Transform 2019” per il consolidamento del capitale, e l’operazione va a ruba. Gli investitori di tutto il mondo hanno sottoscritto i nuovi bond, e la banca potrà così arrivare all’obbiettivo di requisito minimo del 1,50% di AT1. Il totale degli Additional Tier arriva così a 3,5 miliardi, come preventivato per la fine di quest’anno, a parte i 750milioni ancora da eseguire. Prezzo al 5,625%. I 200 investitori istituzionali che hanno sottoscritto i bond hanno fatto raccogliere più di 2 miliardi e avranno una cedola al 5,375% per i primi 7 anni e mezzo, con 25 punti base. Questa ultima trance da 1 miliardo di euro è una delle emissione consentite a solo quattro enti europei per AT1 con cedola pari o sotto il 5,375%. Il 73% degli acquisti viene da fondi, il 22% da banche e il 4% da assicurazioni. In prima fila gli ordini dal Regno Unito e dall’Irlanda, che rappresentano il 30% del totale, e poi l’Italia con il 23%. Segue la Svizzera con il 12%, Gli Stati Uniti con il 10% e la Francia con il 6%. Prima ridefinizione della cedola il 3 giugno 2025, e poi ogni 5 anni.

Unicredit cresce e prepara nuove mosse

Unicredit ha avuto un 2017 di tutto rispetto: l’aumento di capitale di 13 miliardi è stato in grado di dare notevole linfa alla banca e la spinta giusta per migliorare e chiudere il bilancio in positivo, portando i soci a votare positivamente specifici cambiamenti.

unicredit accordo uscite personale

Sale il titolo Tod’s e l’Inter annuncia l’emissione di bond

interLa famosa squadra di serie A vuole approfittare del momento favorevole in campionato per fare un’emissione di bond garantiti e finanziare i suoi debiti. L’emissione è intestata alla Inter Media and Communication, che gestisce il marketing e gli sponsor della società nerazzurra. Il bond garantito sarà di ammontare di 300 milioni di euro, e scadrà nel 2022. Questa è un’altra emissione di finanziamento organizzata dall’Inter e servirà a coprire le linee di credito a breve termine, in modo che l’Inter possa gestire l’amministrazione ordinaria in tutta tranquillità, sia per il capitale circolante che per l’indebitamento finanziario. A coordinare l’operazione la famosa banca d’affari Goldman Sachs, in cogestione cn l’italiana Ubi Banca. L’offerta è internazionale e vede anche un ruolo di advisor da parte di Latham & Watkins, e di consulente di parte per la squadra di Milano da parte della banca Rothshild. Gli altri consulenti sono Cravath, Swaine & Moore e Dla Piper .

Sul fronte azionario invece si segnala la grande performance di Tod’s, che a Milano è salita del 4,45%. Gli investitori puntano forte sul titolo dopo che Main First ha aumentato il rating sulla società dei Della Valle, da underperform a outperform. Il target del prezzo è stato aumentato di 20 euro, fino a 70 euro, per un potenziale upside dell’14,6%.

Banche americane contrarie futures su Bitcoin

Le banche americane dicono no ai futures sui bitcoin senza che prima vengano eseguiti degli stress test adeguati. E l’andamento volatile della materia prima è una delle motivazioni più importanti: non si può ignorare che nel corso di una giornata sia in grado di guadagnare 2 mila dollari in quanto a valore.

bitcoin

Investitori preoccupati per le bolle

Molti di quelli che investono in borsa a titolo solo di entrate secondarie dovrebbero fare attenzione al 2018, perché potrebbe essere un anno di bolle. Niente di sconvolgente, non ci sarà un coinvolgimento totale del mercato azionario, ma alcuni comparti potrebbero subire delle forti contrazioni. Per la Natixis Investment Managers il 65% degli investitori internazionali pensano allo scoppio di qualche bolla, e cercano di diversificare il più possibile i loro investimenti, sopratutto usando le posizioni attive. Non è un caso che quelle passive siano in discesa già da tre anni.

Per il 2018, le banche centrali diminuiranno i loro stimoli, e così gli investitori stanno abbandonando gli assets tradizionali per qualcosa di più innovativo o più diversificato. Tra le preferenze i private equity, private debt, infrastrutture e real estate
Per Natixis il mercato è positivo ma ora anche estremamente fragile, secondo la sua indagine, e la poca volatilità è soltanto artificiale. Quindi largo alle strategie attive, ora più adeguate secondo la maggior parte degli investitori. Le bolle però sono previste anche sul mercato obbligazionario, dopo la forte cura delle banche centrali. Secondo molti infatti, il mercato delle obbligazioni è stato drogato dalle iniezioni di liquidità e dai bassi tassi. Il mercato azionario invece è stato meno coinvolto dai QE, ma questi sicuramente hanno influito nella forte volatilità.