Titoli governativi europei in difficoltà

Non è un buon momento per i titoli governativi del Vecchio Continente. Dopo un lungo periodo di risalita delle valutazioni e nonostante gli acquisti della Banca centrale europea ormai avviati, è stato fatto registrare un andamento al ribasso per i bond sovrani.

EscapingTheEuro

Prova ne è la perdita dell’1,4% mensile registrata dal Bloomberg Eurozone Sovereign Bond Index, che traccia titoli per un valore di 5.900 miliardi di euro dei Paesi con la moneta unica. Era dal dicembre del 2013 che non compariva il segno meno davanti all’indicatore di Bloomberg e da allora i sottoscrittori potevano vantare un guadagno del 18%.

Gli analisti dell’agenzia Usa rammentano che l’inversione si è vista alla metà del mese scorso, dopo che i rendimenti dei decennali tedeschi avevano seriamente flirtato con il terreno negativo. Aggiunge l’Ft che – invece – il rendimento dei Bund ha registrato un balzo in avanti di circa 20 punti base durante il mese scorso, chiuso allo 0,37%, che è “inusuale” in considerazione dell’azione della Bce. Anche i mercati azionari hanno segnato il passo, anche se restano ampiamente positivi da inizio anno (Piazza Affari ha guadagnato oltre 20 punti percentuali e guida la truppa).

Ma lo stesso quotidiano della City rassicura il governatore della Bce, Mario Draghi, del fatto che analisti ed esperti dei mercati sembrano ancora confidare nel rally legato al Quantitative easing. Piuttosto, si profila un periodo di volatilità che accompagnerà gli scambi nei prossimi due o tre anni: si annunciano mari difficili da navigare.

La prima spiegazione tecnica al movimento al rialzo dei rendimenti si trova nella natura stessa del Qe: spingere le attese di inflazione e di ripresa economica. Quando gli investitori hanno visto qualche indicatore positivo sull’Eurozona, hanno reagito sul mercato.

 

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