Pirelli cede quote Mediobanca

di Valentina Cervelli Commenta

Finalmente Pirelli ha posto fine al percorso di vendita della sua quota in Mediobanca: si tratta di una delle azioni da intraprendere facenti parte di quella che può essere considerata una sorta di rinascita” a livello azionario ed economico.

pirelli

Basta verificare la storia recente del titolo per notare come la cessazione del pacchetto era qualcosa di atteso da tempo nel settore, soprattutto dopo l’uscita della società dal patto di sindacato che ha attualmente dato il via ad una ridefinizione delle presenze storiche. Dati alla mano, l’azienda di Marco Tronchetti Provera ha concluso la cessione di 15.753.367 azioni ordinarie detenute in Mediobanca corrispondenti a circa l’1,78% del capitale sociale dell’istituto. Ovviamente si trattava di una quota che possedeva diritto di voto e che rappresentava l’intera partecipazione detenuta direttamente da Pirelli nella banca. Il tutto si è svolto appoggiandosi al processo di cessione “accelerated bookbuilding” riservato a quelli che in Italia vengono chiamati”investitori qualificati” ed agli investitori istituzionali all’estero. Ricapitolando Pirelli porta a casa una cessione che seppur piccola nell’intero capitale di Mediobanca le consente di archiviare il giusto e dare alla società quel percorso calmo e privo di scossoni che necessita per crescere ancora.

L’operazione ha avuto una leggera influenza anche sul titolo a Piazza Affari: è possibile notare una crescita dello stesso in una situazione generale più contenuta con un guadagno dello o,9% in un contesto di poca mobilità anche grazie al calo di FCA che pur rimanendo molto vicino ai suoi massimi perde l’1,51% ed a quello del settore creditizio dove spicca il cedimento dell’1,34% di Bper, seguita a ruota da Ubi (-0,9%) e Banco Bpm (-0,63%).

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