Petrolio Brent ai minimi da 8 mesi sotto 104$

Dopo la pubblicazione dei deludenti dati sul mercato del lavoro negli Stati Uniti, diffuso venerdì scorso, il trend ribassista del petrolio Brent ha sperimentato una brusca accelerazione con discesa fin sotto 104 dollari al barile. Le quotazioni del greggio sono così tornate sui minimi più bassi da oltre 8 mesi. A questo punto, considerando la forza della discesa dei prezzi, non si può escludere che nel breve termine possa avvenire uno strappo decisivo dei prezzi fino a 100 dollari al barile.

Negli ultimi sette giorni il petrolio Brent è passato da un top mensile in area 111,8 dollari a un minimo di 103,5 dollari per una performance negativa del 7,9%. E’ andata molto male anche per il petrolio Wti, riferimento americano, che è sceso fin sotto 92 dollari al barile da un top mensile di 97,8 dollari. A pesare sull’andamento del greggio sono per lo più fattori di natura fondamentale. La ripresa dell’economia statunitense sembra stia iniziando a perdere smalto.

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I segnali negativi provenienti dai dati macro hanno un forte effetto sui prezzi del petrolio, considerando che gli Stati Uniti restano ancora il primo consumatore al mondo di greggio. Gli investitori stanno rapidamente smontando le posizioni lunghe sulle principali materie prime, in particolare quelle legate al ciclo economico, dopo aver verificato che lo spirnt delle due più grandi economie mondiali tarda ad arrivare. In questo scenario le banche d’affari hanno deciso di tagliare le loro stime sui prezzi del petrolio per i prossimi mesi. Goldman Sachs e Barclays Capital, storicamente rialziste sul petrolio, hanno ridotto le loro stime per il 2013.

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La previsione sui prezzi del greggio europeo è stata abbassata a 112 dollari al barile da 125 dollari per il 2013. Citigroup, invece, ha addirittura dichiarato che per la crescita della domanda mondiale di petrolio la fine potrebbe essere vicina. Due i fattori che potrebbero spingere al ribasso i prezzi nel prossimo decennio: il miglioramento dell’efficienza energetica e la sostituazione di parte del petrolio con il gas, anche nei trasporti. Il prezzo del barile potrebbe stabilizzarsi verso gli 80-90 dollari.

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