I peggiori Etf del 2012

 
Simone
28 dicembre 2012
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etf guide I peggiori Etf del 2012Prima di capire come investire in commodity nel 2013, è necessario approfondire le ultime performance degli Exchange Traded Fund nel corso di quest’anno: i dodici mesi che ormai stanno inesorabilmente per terminare si sono caratterizzati anche e soprattutto per risultati non proprio incoraggianti per quel che concerne tali strumenti finanziari. Cerchiamo allora di capire quali prodotti hanno registrato i risultati peggiori. La lista è capeggiata senza dubbio da un Etn della famiglia C-Tracks che è stato emesso da Citigroup. Si tratta, nello specifico, del fondo collegato al Volatility Index Total Return, il quale ha perso quasi il 100% del proprio valore.

Lo strumento in questione è stato progettato e strutturato per replicare l’esposizione alla volatilità implicita delle azioni americane a maggiore capitalizzazione. Non è andata meglio a un altro Etn, il Dow Jones-Ubs Coffee, le cui perdite si sono finora fermata a quarantatré punti percentuali. Scegliere di associare il fondo della banca elvetica ai contratti futures sul caffè non è stata certo la decisione migliore, nonostante vi sia in tutto il mondo una vera e propria fissazione per la caffeina. Nemmeno l’oro ha riservato sorprese migliori, tanto che il Gold Explorers Etf ha perso qualcosa come trentadue punti percentuali. Nel dettaglio, per esploratori ed estrattori del prezioso metallo il 2012 non è stato certo un buon anno, a causa soprattutto degli aumenti dei costi operativi e produttivi, i quali si sono inevitabilmente riflessi sull’Etf appena elencato.

Che dire poi dell’energia solare? Il Market Vectors Solar Energy Etf ha messo a segno quest’anno un preoccupante -31%: questo fondo ha reso possibile l’esposizione alle compagnie pubbliche che ottengono gran parte dei loro profitti grazie a tali prodotti, ma la crisi globale ha avuto purtroppo la meglio. Infine, non si può non ricordare il -24% del Pure Beta Softs Etn: nonostante il collegamento a una paniere interessante di commodities (caffè, cacao, cotone e zucchero), le perdite sono state consistenti.

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