I Viti Bond non solo altro che una opzione finanziaria alternativa ad altri investimenti, come ad esempio i depositi a termine e i titoli azionari: di cosa si tratta con esattezza? Questi strumenti rappresentano una nuova tipologia di prodotto a reddito fisso che viene incontro alle esigenze degli investitori più piccoli. L’emissione spetta al governo delle isole Figi, il celebe arcipelago che si trova in Oceania. L’allocazione raggiunta fino a questo momento con tali bond ammonta a circa venti milioni di dollari, una cifra non proprio elevatissima, ma che è destinata ad aumentare. La struttura è piuttosto simile a quella di una obbligazione classica, ma si fa ovviamente riferimento al paese oceaniano.
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Il celebre gruppo bancario olandese Ing è divenuto il primo istituto di credito a registrare un programma di quotazione obbligazionaria che beneficia di un sistema nuovo di zecca: quest’ultimo, nello specifico, è stato progettato per rendere il mercato domestico degli yen accessibile anche a quei prestatori che non possono vantare la nazionalità giapponese. La struttura in questione si chiama Tokyo Pro-Bond ed esiste ormai da un anno, ma soltanto a questo punto si possono cominciare a fare dei bilanci precisi e dettagliati.
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La Pacific Gas and Electric Company, società di San Francisco attiva nel mercato dell’energia elettrica e del gas naturale, ha tratto il massimo vantaggio dalle ultime sessioni relative ai mercato obbligazionario ad alto rendimento: volendo essere più precisi, infatti, l’assenza di concorrenza valida in questo caso ha consentito ai titoli trentennali della compagnia quotata a Wall Street di accrescere la propria offerta fino a un importo strategico, cento milioni di dollari. La vendita di parte del debito è la tipica soluzione che adottano questi gruppi per dare maggiore sollievo alla situazione finanziaria nel suo complesso, ma la Pge può comunque beneficiare di valutazioni ancora incoraggianti, visto che il rating affibbiato da Moody’s, ad esempio, è stato pari ad A3, l’ultimo gradino della affidabilità buona per quel che concerne gli investimenti finanziari, mentre Standard & Poor’s ha puntato su un giudizio più basso, ovvero BBB.
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Il rame è sceso al suo livello più basso dallo scorso mese di dicembre: il metallo in questione ha risentito soprattutto della domanda in forte rallentamento dalla Cina, la quale rappresenta il maggior consumatore a livello mondiale. Entrando maggiormente nel dettaglio, c’è da dire che l’economia dell’ex Impero Celeste ha subito un declino piuttosto importante, vale a dire oltre otto punti percentuali nel corso del primo trimestre di quest’anno, come messo in luce opportunamente dal governo di Pechino. In aggiunta, anche il report relativo alla fiducia dei consumatori americani ha fatto la sua cattiva parte in questo caso. Secondo analisti e strateghi finanziari, l’economia cinese è stata più debole di quanto ci si aspettasse.
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Fra tre giorni esatti un nuovo Exchange Traded Fund di Lyxor troverà la sua collocazione ideale nei listini di Borsa Italiana: la società francese ha infatti deciso di puntare sullo S&P 500 Vix Futures Enhanced Roll, il primo strumento di questo tipo che viene messo a disposizione nel nostro paese per quel che concerne l’esposizione alla volatilità dei mercati. In pratica, il funzionamento è molto semplice, dato che si punta con convinzione sull’ottimizzazione dei costi per il mantenimento di questa posizione. Quali sono i soggetti più adatti per un investimento simile? Come ha spiegato Lyxor, il prodotto è dedicato soprattutto agli investitori istituzionali, ma anche a coloro che possono vantare una competenza finanziaria di un certo peso, adatta per una buona diversificazione del portafoglio.
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Lo stato federale della California ha provveduto ad aumentare i rendimenti relativi ai propri titoli obbligazionari, in particolare per quel che concerne gli investitori istituzionali: la decisione è stata adottata dopo che sono stati ricevuti degli ordinativi da parte degli investitori individuali per circa il 32% del totale, l’importo più basso in assoluto in merito all’interesse di quest’anno. In effetti, bisogna ricordare che la stessa California si sta cimentando in una vendita piuttosto ambiziosa, vale a dire 1,3 miliardi di dollari in bond.
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Boom di vendite per Volksvwagen; nel primo trimestre del 2012 sono state immatricolate in totale 2,16 milioni di auto con un incremento prossimo al 10% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Con la diffusione del dato il paragone è inevitabile; mentre la Fiat continua ad avere problemi sia sulla produzione che sulla domanda, dopo il fallimento della presentazione sul mercato USA, altri gruppi automobilistici registrano risultati “record” vista la situazione attuale, rilanciando il dibattito sull’effettiva crisi che ha investito l’Eurozona (e non solo). Una parte di acquisti nel settore si è riversata su specifici produttori ed anche se nel complesso vi è un calo questo non è drastico come l’analisi dei singoli attori potrebbe far credere.
Durante lo stesso periodo di riferimento Volkswagen ha immatricolato circa 21 mila veicoli in Cina; questo si traduce in numeri in un aumento del 9% rispetto al periodo di riferimento precedente. Questo il commento a caldo di Christian Klingler, membro della presidenza del settore vendite: Leggi tutto l’articolo
Spagna in pericolo, ma l’Italia finalmente si distingue. Il Paese, già in crisi da prima che il caso Grecia impegnasse l’Eurotower, avrebbe aumentato l’indebitamento verso la Bce che si attesta a 316,3 miliardi di euro lordi, in rialzo dai 129,86 miliardi di euro di febbraio scorso. La cifra è il 28% dell’indebitamento lordo di tutti gli istituti di credito dell’Eurozona (che ammonta a 1.138 miliardi di euro).
L’indebitamento netto a febbraio scorso per quanto riguarda sempre gli istituti spagnoli era pari a 152,4 miliardi di euro che ora sono saliti a 227,6 miliardi di euro. I dati, anche in questo caso, erano più che prevedibili. L’andamento negativo dello spread e le continue difficoltà della Spagna insieme alla mancanza di riforme non potevano produrre risultati diversi e per la prima volta l’Italia non viene più messa a confronto con la Spagna, ormai in forte declino. Leggi tutto l’articolo