La domanda ha raggiunto un ammontare senza dubbio interessante e Fiat spa non ha potuto che approfittarne: l’occasione è infatti divenuta propizia per il Lingotto per aumentare le dimensioni del suo ultimo prestito obbligazionario, il quale è stato lanciato nel corso della giornata odierna e che beneficia della denominazione in franchi svizzeri. L’importo complessivo, inizialmente fissato in 250 milioni, è poi salito fino a 450 milioni di franchi. Che tipo di bond ha messo a disposizione la casa automobilistica di Torino? Volendo essere più precisi di quanto fatto finora, l’emissione vera e propria è stata curata dalla divisione Finance & Trade Limited della stessa Fiat (la società piemontese ha esercitato la garanzia finale).
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Dovendo scegliere gli investimenti migliori per tutto il 2012 la maggior parte dell’attenzione è ricaduta sulle commodities e sui metalli preziosi. Il caso del mercato delle valute va’ trattato a parte e per il momento non serve scendere nel dettaglio dei singoli cambi perchè il quadro generale è uguale per tutti e le premesse sono ben chiare.
La crisi dei mutui sub-prime ha destabilizzato il Dollaro USA e tutti i cambi interessati anche se il 90% dell’attenzione è ricaduta sull’Euro, visto che sembrava essere la valuta pronta a sostituire il Dollaro USA. In realtà la conseguenza della crisi è stata una bolla speculativa che invece di definire una tendenza sui fondamentali dell’Euro ha scatenato un rialzo motivato dal crollo del Dollaro USA. Leggi tutto l’articolo
Il gruppo bancario Bnp Paribas è pronto a mettere a disposizione un dividendo azionario davvero interessante, 1,20 euro per ogni singolo titolo: la proposta giungerà nel corso del prossimo consiglio di amministrazione, con l’istituto di credito francese che farà tesoro ovviamente degli ultimi risultati conseguiti, vale a dire quelli dello scorso anno. Entrando maggiormente nel dettaglio, agli azionisti interesserà sicuramente sapere che lo stacco della cedola in questione è previsto per il prossimo 30 maggio; da questa data e fino al 15 giugno successivo (quest’ultimi giorno è incluso nel conteggio), si potrà optare per il versamento del dividendo in due modi, o il denaro cash, quindi in contanti, oppure in nuovi titoli azionari.
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È proprio tempo di distribuzione dei dividendi: anche Eni non è da meno e il suo consiglio di amministrazione ha deciso di proporre un utile pari a ben 1,04 euro per ogni singolo titolo azionario, una somma che è superiore rispetto a quella proposta nel corso del 2011 (un euro per la precisione). Cinquantadue centesimi sono stati distribuiti già da tempo a titolo di acconto, quindi la seconda metà sarà di uguale importo. Per quale motivo l’Ente Nazionale Idrocarburi ha incrementato i dividendi in questione? Si tratta della conseguenza più diretta degli ultimi dati finanziari che sono stati pubblicati, vale a dire quelli del 2011, con un utile netto che è sì calato di oltre dieci punti percentuali, ma non come previsto dagli analisti (1,54 miliardi di euro nel complesso).
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La società immobiliare di Aldo Mazzocco ha appena diffuso i dati relativi al bilancio 2011; Beni Stabili avrebbe chiuso l’anno 2011 con un calo netto degli utili del 76% rispetto al periodo precedente e più precisamente con un utile a 18.8 milioni di euro rispetto ai 78.8 del 2010. I dati che emergono nello specifico vedono una posizione netta pari a -2.232.8 milioni in aumento di 148.1 milioni rispetto all’anno precedente mentre il margine sulle vendite è passato da 4.3 milioni a 2.3 milioni di euro. Il controvalore mosso nel 2011 di immobili è stato di 96.2 milioni di euro e i ricavi lordi sono pari a 2.18.7 milioni di euro. Leggi tutto l’articolo
Il titolo azionario di Parmalat sta vivendo una situazione davvero particolare: l’ultimo rialzo di ieri è stato davvero prodigioso, addirittura pari a 5,46 punti percentuali, con la quotazione complessiva che si è attestata sugli 1,68 euro e i volumi in costante aumento. In pratica, oltre all’asta di volatilità, bisogna considerare il fatto che si sta parlando in maniera sempre più diffusa della possibilità del delisting, anche se l’azienda di Collecchio ha smentito in diverse occasioni, così come anche l’azionista di maggioranza, la francese Lactalis. Che cosa c’è di vero allora? Tutto sembra essere nato subito che la famiglia Benetton ha lanciato l’offerta pubblica di acquisto (opa) sul gruppo omonimo, il tutto finalizzato appunto all’uscita dal listino titoli.
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Snam Rete Gas si appresta a vivere un 2012 da protagonista, con la nuova presidenza affidata a Lorenzo Bini Smaghi e un ruolo preponderante dettato dalle liberalizzazioni del governo: il 2011, invece, è già stato messo alle spalle, ma i risultati non sono stati meno lusinghieri. In particolare, i dati preliminari hanno messo di buonumore Piazza Affari, tanto che il titolo ha sfiorato i due punti percentuali di guadagno. Nel dettaglio, il dato più importante che è emerso in tal senso è l’utile netto rettificato, in calo da 1,1 miliardi a 978 milioni di euro, ma comunque maggiore rispetto a quanto preventivato da alcune società di intermediazione mobiliare e da Mediobanca.
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Nestlè Sa, multinazionale svizzera famosa in tutto il mondo per la sua produzione di cioccolata, sta cercando di accaparrarsi una grossa fetta del mercato dei dolci: l’idea che frulla nella testa della compagnia elvetica è quella di focalizzare l’attenzione sulle confezioni. Si tratta di una notizia importante per quel che concerne una delle principali commodities alimentari, vale a dire il cacao. Quali vantaggi ne possono trarre gli investimenti finanziari? L’intento è quello di dar vita a nuovi ordinativi online, in modo da favorire qualità selezionate per particolari consumatori. Nel dettaglio, gli acquisti principali dovrebbero andare appannaggio della stessa Svizzera e del Liechtenstein. Una evoluzione simile è stata vissuta in passato anche dal caffè con Nespresso che avviò una identica strategia nel 1986.
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