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Migliori investimenti primo semestre 2012

 
ND82
9 luglio 2012
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L’elevata volatilità sui mercati finanziari ha limitato notevolmente le performance delle economie “mature”, tra l’altro alle prese con problemi legati alla crescita e, nel caso dell’Europa, con gravi incertezze relative al debito sovrano e al futuro dell’unione monetaria. Il primo semestre del 2012 ha sorriso soprattutto ad alcuni paesi emergenti. Tuttavia, se si pensa ai soliti paesi appartenti al novero dei BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica) ci si sbaglia di grosso. A dominare le classifiche dei rendimenti sui mercati azionari, obbligazionari e valutari sono alcuni paesi “speculativi”.

Sul fronte dell’equity si deve registrare la straordinaria performance della borsa di Caracas, che ha messo a segno un guadagno del 130% nei primi sei mesi dell’anno. Si tratta più che altro di un rally “politico”, visto che a ottobre in Venezuela ci saranno le elezioni. Chavez è da tempo in gravi condizioni di salute e nel paese è andata ricompattandosi l’opposizione. Molti investitori stranieri stanno scommettendo sul futuro del paese, che è tra i maggiori produttori di petrolio al mondo.

Dietro la borsa venezuelana c’è quella egiziana (+31%) e appena dietro quella pakistana (+27,5%). La borsa peggiore è stata quella di Cipro, che ha perso più del 50%: la piccola isola è sull’orlo della bancarotta. Sull’obbligazionario spicca il grande recupero di due paesi appartenti ai cosiddetti PIGS. I titoli di stato portoghesi con scadenza compresa tra 5 e 7 anni hanno guadagnato il 38% circa, mentre i bond irlandesi a lunga scadenza il 22%. Secondo gli esperti di Ubs, “questi mercati possono aver beneficiato dell’assenza di cattive notizie”.

Sul fronte del fixed income c’è da segnalare anche il gran recupero dei bond ungheresi sulle scadenze più lunghe. I bond emessi da Budapest hanno guadagnato il 20,4%, dopo aver superato lo spavento dovuto ad alcune misure di tipo nazionalistico varate dal governo magiaro. Tra le valute ottima performance per il peso colombiano e il fiorino ungherese, che contro euro hanno guadagnato rispettivamente l’11,2% e il 10,1%. Bene anche la lira turca (+7%). Tra le materie prime spiccano i rendimenti delle soft commodity: soia (+31,2%), mais (+8,3%) e grano (+7,9%).

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