Italo presenta domanda di ammissione in Borsa

di Valentina Cervelli Commenta

Italo sarà quotata presto in Borsa: ha infatti presentato oggi l’Ipo, la sua domanda di ammissione a quotazione delle proprie azioni sul Mercato Telematico Azionario organizzato e gestito da Borsa Italiana S.p.A.


E si rivolge ai soli investitori istituzionali per arrivare al suo obiettivo in circa un mese per evitare apertamente tutte  le lungaggini nelle quali potrebbe trovarsi a causa delle prossime elezioni politiche e per non incorrere nei dubbi che gli investitori potrebbero veder crescere legati alle stesse. Tornando alla richiesta di quotazione di Italo, ovviamente la società ha presentato i documenti di descrizione dell’operazione anche alla Consob per accertarsi che tutto venga appositamente controllato e risulti in regola per ottenere il via libera.

Italo nella sua nota ha reso noto anche il calendario che vuole rispettare e che vede le sue azioni quotate a Piazza Affari in febbraio “compatibilmente con le condizioni di mercato e subordinatamente al rilascio del provvedimento di ammissione a quotazione da parte di Borsa Italiana e all’approvazione del Prospetto da parte di Consob“.

Gli azionisti di Italo al momento sono:

  • Intesa Sanpaolo (19,4%),
  • Diego Della Valle (17,4%)
  • Generali (14,6%)
  • Peninsula Capital (12,8%)
  • Luca Cordero di Montezemolo (12,4%)
  • Gianni Punzo (8%)
  • Isabella Seragnoli (5,8%)
  • Flavio Cattaneo (4,9%)
  • Alberto Bombassei (4,9%).

Banca IMI, Barclays, Credit Suisse e Goldman Sachs International sono i Joint Global Coordinators e Bookrunners dell’operazione, UniCredit Corporate & Investment Banking è Bookrunner e Sponsor per la quotazione. La consulenza finanziaria è affidata a Rothschild Global Advisory.

Il collocamento avverrà attraverso la cessione di azioni da parte di “alcuni dei principali azionisti” della società per creare un flottante pari al 35-40% del capitale e come già sottolineato, l’offerta è rivolta solo agli investitori istituzionali e prevede un’opzione greenshoe quindi la possibilità di ampliare l’offerta di azioni, qualora la domanda fosse sostenuta fino a un ulteriore 15% del numero di azioni in vendita.

 

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