Ignazio Visco e la crisi delle banche: la difesa

di Valentina Cervelli Commenta

Ignazio Visco non le manda di certo a dire in audizione presso la Commissione Banche: tracciando un percorso di quello che Bankitalia ha vissuto nel corso degli anni del suo mandato, illustra quali sono i problemi che hanno caratterizzato gli istituti, dando spazio ad una difesa diretta e priva di pecche.

Di se stesso, ma anche dell’operato della banca centrale italiana. Secondo Visco la crisi delle banche italiane è frutto di una doppia recessione che ha fatto deflagrare il problema dei NPL: e se la maggior parte degli istituti è riuscita a far fronte alle proprie criticità ed a migliorare la situazione, altri non ce l’hanno fatta per via di “comportamenti incauti e regolari“. Il Governatore di Bankitalia è fermo nel rispondere a chi accusa l’istituto di un certo menefreghismo:

Nell’opinione di alcuni la Banca d’Italia avrebbe sempre detto che andava tutto bene e avrebbe sottovalutato la situazione quando con la seconda recessione, innescata nel 2011 dalla crisi dei debiti sovrani, una nuova ondata di deterioramento della qualità dei crediti si è aggiunta a quella sopportata dalle banche nel triennio precedente. Non è vero. […] La mala gestio di alcune banche c’è stata e l’abbiamo più volte sottolineato. Le gravissime condizioni dell’economia hanno fatto esplodere le situazioni patologiche. A determinare l’evoluzione del sistema finanziario italiano non è stata una vigilanza disattenta ma la peggiore crisi economica nella storia del nostro Paese.

Quando l’impegno non è stato sufficiente a salvare la situazione, in qualche modo, ed i cittadini hanno pagato in prima persona non è stato semplice ripartire.  Ma proprio ciò che è accaduto, secondo lo stesso, deve essere una “spinta a cercare di migliorare la nostra azione in ogni modo possibile”.

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