Grecia, il rendimento dei bond è del 150%

Viviamo un periodo in cui il mercato obbligazionario è povero di soddisfazioni. I rendimenti sono scarsi e spesso persino negativi.

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Come se non bastasse Fitch ha dichiarato nelle scorse settimane che alla fine di aprile risultavano negoziati sui mercati di tutto il mondo 9.900 miliardi di euro di bond erogati dai governi con rendimenti sotto lo zero. Meglio, forse, mettere i soldi nel salvadanaio? Almeno non si rischia un infarto a ogni “rischio default” strombazzato dai media ormai quasi quotidianamente, con riferimento a questo o quel paese.

Ma c’è un’eccezione e arriva da Atene:

I fatti stanno dimostrando che il coraggio premia, anzi paga, nel senso letterale del termine. Alzi la mano chi di noi sarebbe così sconsiderato da comprarsi qualche bond emesso dalla Grecia, ovvero di un paese di fatto commissariato da 6 anni dalla cosiddetta Troika (UE, BCE e FMI), che nella primavera del 2012 ha tagliato del 53,5% il valore nominale dei titoli in possesso dei creditori privati per oltre 200 miliardi, allungando le relative scadenze tra gli 11 e i 30 anni e che non più tardi di 11 mesi fa non onorava il pagamento di una rata verso il Fondo Monetario Internazionale, cosa mai accaduta prima nel mondo, tanto da beccarsi la definizione da parte dei funzionari dell’istituto di “peggiore debitore della storia”.

Questo il parere degli analisti. Da dieci mesi fa ad oggi, i prezzi sono rimbalzati di oltre il 150%, a cui dobbiamo aggiungere la cedola del 3%. In altre parole, chi ha avuto sangue freddo, lungimiranza o più semplicemente fortuna, si è portato a casa in appena un rendimento mensile di quasi il 4,5%.

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