Derivati: la Regione Marche chiude il Bramante Bond

regioneOrmai ci sono i caratteri dell’ufficialità: la Regione Marche ha deciso di uscire in maniera definitiva da tutte le difficoltà sorte in seguito alla sottoscrizione del cosiddetto Bramante Bond, vale a dire quella emissione finanziaria da 400 milioni di euro che era stata coperta per il 50% da un contratto swap di Lehman Brothers, con le conseguenze che sono facilmente immaginabili. L’annuncio è stato effettuato proprio nel corso della giornata di ieri dal consiglio regionale, ma già da qualche tempo si conoscevano i dettagli di questa specifica operazione: in effetti, è in vista la cessione del credito della stessa Lehman Brothers, anche perché le Marche hanno già provveduto a pagare ben 51,6 milioni di euro nel contratto in questione da sei anni a questa parte, inoltre anche l’altra metà del bond dovrà essere necessariamente chiusa, mediante un sapiente ammortamento dello swap con la società Nomura e la ristrutturazione del passivo con un rimborso in forma rateale, vale a dire l’unico possibile in questo preciso momento.

 

Non si tratta certo di una passeggiata di salute, ma l’impegno c’è tutto e la Regione ha intenzione soprattutto di trarre il massimo vantaggio da questo momento in cui l’euro si mostra piuttosto debole. Ecco perché si punta tutto sulla denominazione in dollari. Cosa spera di ottenere in tal modo Ancona? Anzitutto, c’è la forte speranza di ridurre drasticamente il debito totale e di cercare nuova liquidità in questo senso; le risorse positive stanno già affluendo, tanto che la regione marchigiana potrebbe essere in grado a breve di effettuare investimenti in pronti contro termine.

 

Gli unici dubbi che rimangono sono legati al credito di Lehman: il collateral, vale a dire il bene che viene rilasciato in garanzia per le obbligazioni finanziarie, non ha funzionato come si sperava e per un recupero pieno dal fallimento ci vorrebbero addirittura cinque anni, anche se il credito verrà comunque posizionato sul mercato.

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