Banche italiane e il futuro incerto

di Daniele Pace Commenta

bancheNegli ultimi anni è stato detto molto sulle banche italiane. Le protagoniste sono state le banche insolventi come Monte dei Paschi di Siena, banca Popolare di Vicenza, Banca Etruria o Banca Marche per citare alcuni nomi. Si è chiarito il ruolo poco lungimirante di Banca d’Italia che non è stata in grado di controllare gli istituti menzionati e si è visto come l’effetto dell’introduzione di più stringenti regolamenti da parte della Banca Centrale Europea abbia portato allo scoperto situazioni poco gradevoli.

A questo punto c’è da chiedersi se ci sia ancora speranza nelle banche più consolidate come Unicredit e Intesa Sanpaolo. Sono ancora banche sicure per i loro clienti e per gli investitori? Costituiscono un buon asset in un portafoglio di investimenti azionari?

La situazione interna

Recentemente, sia Unicredit che Intesa Sanpaolo hanno annunciato una serie di esuberi nell’ordine delle migliaia. Osservando il fenomeno con un occhio più accorto, si notano delle differenze abissali alla base degli esuberi.

Unicredit dichiara di essere la banca con più filiali sul territorio. Ancorché questo possa essere positivo per alcuni clienti, l’istituto bancario si sta scontrando con le abitudini dei Millennial, ossia coloro nati tra il 1981 e il 2005. Secondo diverse ricerche, il 94% usa l’internet banking e non necessita di una filiale. L’effetto su una banca con molte filiali sembrano essere chiare e i recenti esuberi, circa 4000, sembrano muoversi in quella direzione. Tuttavia, il titolo sembra performare bene, come si può vedere dal seguente grafico tratto da Bloomberg.

Fonte: Bloomberg

Per quanto riguarda Intesa Sanpaolo, gli esuberi risultano ammontare a circa 4000. Tuttavia, non si deve dimenticare che l’istituto guidato da Messina deve integrare le due ex-popolari recentemente acquisite, pertanto l’operazione non dovrebbe destare troppi sospetti se vista in un’ottica di efficientamento. Proprio quest’ottica dovrebbe portare a pensare ad un outlook positivo. Osservando il valore dell’andamento azionario si vede un certo trend positivo da gennaio, anche se è innegabile notare una certa variabilità.

L’investimento azionario

In entrambe le banche, la situazione interna è instabile e questo porta ad una variabilità del titolo sui mercati azionari. In questo scenario, l’investimento azionario nei titoli bancari dei due istituti presenta un rischio legato alla forte volatilità di entrambi i titoli nell’arco dell’anno.

Questa volatilità potrebbe essere sfruttata nell’ambito di un investimento azionario nel breve termine, come ad esempio attraverso piattaforme di trading. È altrettanto certo che entrambi i titoli sembrano mostrare un certo trend nel lungo periodo e questo potrebbe essere un secondo tipo di investimento, legato ad un lasso temporale di alcuni mesi o addirittura anni. In questo secondo caso, sono davvero pochi i trader in grado di rimanere freddi durante le correzioni di mercato e puntare al lungo termine.

La situazione esterna

Come se non bastasse una situazione interna volatile, lo scenario macroeconomico sembra giocare una parte sempre più rilevante per l’intero settore bancario. Nonostante i fondamentali dell’economia a livello globale possano sembrare buoni, il rischio politico va intensificandosi in alcune aree geografiche e la tecnologia sta subendo sviluppi esponenziali con lo sviluppo di processi decentralizzati che potrebbero avere un effetto enorme sull’intero settore bancario e in ultima analisi sui titoli azionari e sull’investimento azionario.

Le informazioni pubblicate su questo articolo hanno finalità informativa, e/o pubblicitaria/promozionale e non sono in alcun modo da intendersi né come consulenza, né come sollecitamento all’investimento.

Le attività di trading comportano un alto livello di rischio e non sono adeguate a tutti gli investitori.

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